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10 giochi che i bambini di oggi purtroppo…
Ecco cosa accadeva nei camerini dei Kiss prima di ogni concerto Un contadino trova 4 gattini orfani, ma poco dopo si accorge che non sono come gli altri

10 giochi che i bambini di oggi purtroppo non conosceranno mai

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In pochi anni le abitudini dei bambini sono cambiate drasticamente: i primi nati degli anni '90 hanno potuto ancora godere dell'assenza di molti videogiochi e smartphone. Poi, in poco tempo, il dilagare della tecnologia ha assuefatto anche gli adolescenti, che hanno cominciato a trovare più divertente sedere davanti alla TV cercando di completare un videogioco che godersi le lunghe giornate estive all'aperto, o a desiderare uno smartphone piuttosto che una bicicletta. Probabilmente di bambini che giocano in strada, sotto casa con tutti gli amici del vicinato, se ne vedranno sempre meno. E insieme a loro, andranno scomparendo questi 10 giochi che hanno caratterizzato l'infanzia di più di qualche generazione...

I quattro cantoni

È ideale per giocarci all'aperto, o comunque in una stanza abbastanza grande che permetta ai bambini di muoversi liberamente. Un bambino, scelto a caso, sta nel mezzo, mentre gli altri quattro si posizionano ai vertici, ovvero i cantoni, dell'area quadrata di gioco. Lo scopo è scambiarsi di cantone, senza essere anticipati da chi sta nel mezzo. Chi rimane senza vertice sta nel mezzo. 

Si gioca di solito in quattro, ma nel caso ci fossero più partecipanti si può aumentare il numero di cantoni, oppure di persone che sono nel mezzo. 

Gli elastici

È un gioco di agilità, ottimo per far prendere confidenza ai bambini con il proprio corpo e incentivarli al movimento. Occorre un elastico abbastanza lungo annodato su se stesso in modo da formare un cerchio, che dovrà essere teso tra le gambe di due partecipanti. Il terzo partecipante dovrà saltare nel mezzo e ai lati dell'elastico. 

Le regole del gioco sono affidate alla fantasia dei giocatori: la difficoltà può essere scelta variando l'altezza dell'elastico, spostandolo dalle caviglie alle cosce, passando per le ginocchia. I salti ammessi per scavalcare gli elastici sono di ogni tipo: a piedi uniti, uno alla volta, ruotando di 180 gradi... 

Si può giocare anche in due: in tal caso, uno dei due bambini dovrà saltare, mentre l'altro terrà un estremità dell'elastico. L'altra sarà fatta passare attorno ad un albero, ad un palo, o a qualsiasi altro oggetto si presti bene. 

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Il gioco dei tappi

I tappi in metallo, come quelli usati per le bevande in bottiglie di vetro, si prestano ad un'immensità di giochi: possono essere usati al posto delle biglie, e quindi cercare di lanciarli più lontano degli avversari, sfruttando il movimento a molla delle dita. Oppure lanciarli per colpire il tappo bersaglio: chi vince, ha come premio tutti i tappi collezionati dagli altri giocatori.

Il gioco preferito, soprattutto dai maschietti, consiste nel tracciare sul terreno delle piste da corsa, utilizzando gessi colorati o arrangiandosi alla meglio sfruttando sassi e bastoncini di legno. Lo scopo è far arrivare il proprio tappo al traguardo, mosso in avanti colpito con le dita. Vince chi raggiunge il punto d'arrivo nel minor tempo possibile, senza oltrepassare i limiti della pista con un colpo troppo forte. 

La campana

In Svezia si chiama hoppa hage, in Iran ley ley, in Italia è conosciuto come Campana. 

Si gioca tracciando il percorso su un suolo cementato o asfaltato, utilizzando un sasso oppure dei gessi. Si disegnano delle caselle quadrate in successione, alcune affiancate tra loro. Si numerano in progressione fino all'ultima, più grande delle altre per permettere al giocatore di girarsi e ripercorrere il tracciato in senso inverso. 

Per iniziare si lancia un contrassegno, un sassolino o un tappo, che indicherà la casella che il giocatore non dovrà calpestare con i piedi: in molti casi questo significherà dover eseguire un salto più lungo. Il percorso deve essere eseguito saltellando con un solo piede, tranne dove sono presenti due caselle affiancate, che il giocatore dovrà calpestare con tutti e due i piedi contemporaneamente. 

Lo scopo è completare il percorso, in entrambi i sensi, senza perdere mai l'equilibrio, senza calpestare le linee del tracciato ed evitando la casella con il contrassegno, che dovrà essere raccolto da terra una volta giunti in sua vicinanza, sempre rispettando l'appoggio di uno o due piedi. 

Si passa il turno tra tutti i giocatori, fino a stabilire il vincitore, che sarà colui che avrà visitato tutte le caselle con il contrassegno. 

Mosca cieca

È un gioco molto antico, che già divertiva i romani durante i momenti di svago. 

Un giocatore scelto a sorte viene bendato, personificando la' mosca cieca'. Viene stabilita un'area di gioco non troppo dispersiva, in cui tutti i partecipanti dovranno muoversi: chi indosserà la benda dovrà cercare di acchiappare, o anche toccare soltanto, uno dei giocatori, che prenderà il suo posto. 

Nascondino

Uno dei giochi migliori quando si è in tanti, e lo spazio di gioco è ampio, è nascondino. Anche in questo caso, le sue radici si perdono nel passato. Nella Magna Grecia, era uno tra i divertimenti più apprezzati. 

Il gioco inizia dalla 'tana', il punto in cui tutti i partecipanti si dovranno radunare inizialmente, prima che un giocatore scelto a sorte inizi a contare, dando il tempo agli altri di trovare il nascondiglio migliore. Colui che conterà dovrà tenere gli occhi chiusi, la testa rivolta verso il muro della tana, e rispettare la cadenza dei secondi stabiliti. 

Finito di contare inizia la ricerca dei partecipanti nascosti: quando uno di loro viene individuato, inizia la corsa verso la tana. Se arriverà per primo chi ha contato, dichiarerà 'tana' aggiungendo il nome della persona trovata, che rimarrà prigioniera. Se invece sarà più veloce chi è stato scovato, potrà dichiararsi libero. 

Le sorti del gioco sono affidate all'ultima persona da trovare: nel caso in cui arrivasse prima alla tana, potrà gridare a sua discrezione 'tana libera tutti', liberando tutti gli imprigionati, e obbligando nuovamente la stessa persona a contare per il turno successivo. 

Palla avvelenata

È importante la presenza di un muro su cui far rimbalzare la palla.

Si inizia scegliendo a sorte un giocatore che sarà il battitore, mentre gli altri si disporranno sparsi con le spalle verso il muro. La palla verrà lanciata dal giocatore estratto in loro direzione, dopo aver gridato il nome di uno dei partecipanti.

Il bambino chiamato dovrà quindi cercare di afferrare la palla, ed esclamare 'alt!' una volta presa. Tutti gli altri dovranno rispondere immobilizzandosi istantaneamente: a questo punto il bambino si dirigerà verso il giocatore più vicino e lo colpirà con la palla: se non ci riesce o la persona colpita riuscirà ad afferrare la palla o a respingerla con i pugni, il giocatore inizialmente chiamato dal battitore verrà eliminato. Al contrario, sarà la 'statua' ad essere eliminata. 

Vince il gioco, il giocatore che rimane come unico partecipante. 

Rubabandiera

Per giocare, ci si deve procurare la bandiera, che può essere un fazzoletto, una bandana o un foulard. 

Si traccia una linea di demarcazione su cui si posizionerà al centro il capogioco, solitamente un adulto. Davanti a lui sono schierate le due squadre, leggermente distanziate tra di loro. Viene assegnato un numero per ogni giocatore delle due squadre.

Lo scopo del gioco è correre verso il centro del campo e prendere il fazzoletto teso dal capogioco: sarà lui a decidere chi dovrà sfidarsi, chiamando a suo piacimento un numero corrispondente ad un giocatore di ogni squadra. Tra i due vincerà chi prenderà per primo la bandiera e tornerà al suo posto senza essere toccato dall'avversario. 

Vince la squadra che guadagna più punti, prendendo un maggior numero di bandiere. 

Strega comanda colore

Si decide chi tra i bambini ricoprirà il ruolo della strega, o dello stregone. Egli dovrà indicare agli altri partecipanti il colore che dovranno ricercare. Vale qualsiasi oggetto contenente il colore scelto, ad esclusione dei propri vestiti. Chi non lo riesce ad individuare verrà imprigionato dalla strega. Vince il bambino che rimarrà ultimo in gara. 

Un due tre stella

Tutti si saranno chiesto il motivo del nome fantasioso del gioco: in realtà, il nome è la trasformazione dell'espressione 'un, due, tre... stai là!". 

Un giocatore scelto a sorte rivolge la testa contro il muro, coprendosi gli occhi con il braccio. Gli altri bambini si dispongono in fila ad una manciata di metri da lui, cercandosi di avvicinare al muro negli istanti in cui il bambino è girato e recita "Un, due, tre... Stella!". Quando si volta, i partecipanti devono rimanere assolutamente immobili. Chi viene sorpreso in movimento, torna alla posizione iniziale. Chi riesce a toccare per primo il muro, prende il posto del bambino che recita la formula. 

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