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Ricostruire la barriera corallina grazie alla stampa in 3D: il progetto dei ricercatori di Hong Kong

02 Novembre 2020 • di Matilde de Bisogno
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Lo sbiancamento dei coralli e la loro conseguente morte dovuti all'innalzamento globale delle temperature è purtroppo una di quelle notizie che da anni desta preoccupazione negli scienziati e nelle persone attente alla salvaguardia dell'ambiente. Proprio per cercare di arginare la graduale scomparsa delle barriere coralline e piuttosto cercare di ripopolarle, un gruppo di ricercatori marini cinesi ha dato vita ad un prototipo speciale di stampa 3D.

immagine: pxhere

Nel 2018 un tifone estremamente forte ha distrutto circa l'80% della barriera corallina presente nel parco marino di Hoi Ha Wan, uno dei più importanti a livello mondiale per numero di specie di coralli che racchiude al suo interno, ben 60.

Proprio per evitare di assistere alla fine di questo straordinario simbolo di biodiversità, un gruppo di scienziati dell'Università di Hong Kong ha progettato e stampato in 3D delle particolari piastrelle in terracotta volte a riprodurre delle vere e proprie barriere coralline artificiali.

Queste speciali mattonelle danno ai coralli una superficie su cui possono ancorarsi molto più velocemente rispetto a quanto riuscirebbero a fare con il fondale marino e quindi contribuiscono alla loro sopravvivenza. Importante poi sottolineare come la terracotta, andando incontro ad un'erosione naturale, evita anche di inquinare i nostri mari.

immagine: University of Hong Kong

Le barriere coralline, oltre ad essere uno dei più grandi spettacoli che la natura ci offre, sostengono ben il 25% dell'ecosistema marino fornendo riparo e cibo per gli esseri viventi più piccoli. I ricercatori di tutto il pianeta sono concordi nel dire che a causa dei cambiamenti climatici e della non curanza dell'uomo questo mondo sommerso rischia con il passare degli anni di scomparire del tutto.

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immagine: University of Hong Kong

Non si può tornare indietro cercando di recuperare ciò che ormai è perso, ma bisogna dare il massimo per salvare quello che ancora esiste; ben vengano quindi progetti come questo degli scienziati giapponesi che ad impatto ambientale zero riescono a dare grandi risultati!

Tags: ScienzaUtili
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