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Una volontaria ha raccolto più di 650 mascherine sulle spiagge inglesi: il triste effetto del Covid sull'ambiente

14 Ottobre 2020 • di Simone Fabriziani
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Se l'allarme dell'inquinamento ambientale è ormai sull'agenda di tutti i paesi del mondo, lo scoppio della pandemia globale di Coronavirus di certo non ha aiutato a risolvere questo problema annoso e molto urgente. Adesso, i fiumi, i laghi e i mari di tutto il globo sono sempre più contaminati da nuovi tipi di rifiuti: non solo micro-plastiche, ma anche mascherine di protezione e guanti monouso. Una cosa che sa alla perfezione Emily Stevenson, una biologa marina che lavora con un'associazione di volontari inglese.

La biologa marina Emily Stevenson trascorre il suo tempo assieme a suo padre Rob e ai volontari dell'associazione Beach Guardian a ripulire le coste della Cornovaglia; nonostante il numero senza dubbio tenderà a crescere, Emily e i volontari hanno raccolto fino a ora, e soltanto nel tratto costiero che va da Padstow a Newquay, circa 650 guanti di plastica e 250 mascherine monouso.

Un problema ambientale non da poco, visto che molte delle mascherine protettive sono costituite da strati di micro-plastiche: dal polipropilene al polietilene fino al vinile, materiali non riciclabili che possono impiegare fino a 450 anni per degradarsi nei mari e negli oceani. Ovviamente, sia il tessuto delle mascherine che gli strati sottili di plastica, senza contare gli elastici che la fissano, possono compromettere la salvaguardia degli animali marini: questi possono impigliarsi agli elastici, ingoiare materiale non bio-degradabile e arrivare addirittura così ad una morte lenta e spesso dolorosa.

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Per questo il Covid sta avendo non solo effetti negativi sul sistema sanitario internazionale, ma una volta che questo virus sarà contenuto, rimarrà "impigliato" a Madre Natura per ancora troppi anni: impossibile rimanere indifferenti all'impatto che anche questa pandemia sta avendo sul nostro ambiente, c'è necessità che ognuno di noi sia responsabile e che metta in atto comportamenti virtuosi per fare in modo che l'inquinamento dei mari e degli oceani si riduca drasticamente. Per il bene del nostro futuro su questa Terra.

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