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Acque del Pacifico avvelenate: centinaia di animali marini sono stati ritrovati morti sulla spiaggia

08 Ottobre 2020 • di Marta Mastrogiovanni
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Dalla Russia arriva la notizia dell'ennesimo disastro ambientale: nella regione della Kamchatka sono stati rinvenuti centinaia di animali marini morti. Il "misterioso" disastro ecologico ha interessato una delle spiagge vulcaniche più spettacolari a livello naturalistico di tutta la penisola, la spiaggia di Khalaktyrskij, una meta turistica molto ambita dai surfisti. Si tratta di luoghi di grande valore e di bellezza naturalistica inaudita, che, improvvisamente, si sono ritrovati deturpati per colpa di qualche errore umano. Le ipotesi riguardanti le cause di questo improvviso "avvelenamento" delle acque sembrano essere molte, ma finché le autorità non stabiliranno con certezza cosa sia successo, resteranno solo congetture.

L'allarme era già stato dato da alcuni surfisti che, ormai da mesi, lamentavano dei sintomi piuttosto particolari dopo essere stati su quella spiaggia: vista annebbiata per un certo periodo di tempo, tosse secca, febbre alta... I medici hanno diagnosticato a molti di loro la "bruciatura della cornea" e, come se non fosse abbastanza, ci sono state diverse testimonianze che descrivevano il sapore delle acque oceaniche come "amare" anziché "salate". Infine, la triste distesa di animali morti, portati sulla spiaggia dalla marea, non ha lasciato spazio alla fantasia: le acque del Pacifico di quella zona sono state avvelenate. Ma cos'è successo?

Non sappiamo ancora con certezza le cause che hanno portato a questo ennesimo disastro ambientale, ma le ipotesi sono diverse: il governatore della regione, Vladimir Solodov, ha ordinato ad alcuni esperti di condurre dei test sulle acque in questione; i campioni hanno dimostrato una concentrazione dei derivati del petrolio quattro volte più alta della norma, e quella dei fenoli due volte più alta. Secondo questa prima ipotesi, le cause dell'avvelenamento potrebbero ricondursi allo sversamento di queste sostanze da parte di una nave.

Una versione, però, che non convince l'ecologo Dmitry Lisitsin, il quale ha dichiarato di non vedere il petrolio come causa principale di questa catastrofe: "Il petrolio è più leggero dell'acqua e forma una pellicola sulla sua superficie, ha un odore caratteristico e causa la morte soprattutto di uccelli e non dei pesci o organismi del fondale, come in questo caso". Lisitsin parla di un probabile "veleno, molto forte, che uccide organismi viventi" e sostiene l'ipotesi che possa derivare dal carburante altamente tossico di alcuni razzi, ormai in disuso dal 1998, che si trovano non troppo distanti dal mare, al poligono militare Radygino.

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Anche Greenpeace Russia è intervenuta con una spedizione sul luogo e nei dintorni, per comprendere l'origine del disastro. Al momento sono state rinvenute "macchie di origine ignota" che inquinano le acque e che si avvicinano pericolosamente ai "vulcani della Kamchatka", un sito che è ufficialmente Patrimonio dell'umanità. 

Nell'attesa di scoprire cosa sia davvero successo, non possiamo far altro che rimanere atterriti nell'essere testimoni di questo terribile evento.

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