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"Eliminare i gatti" per tutelare gli uccelli: la proposta shock del Presidente della Federazione Cacciatori francese

14 Maggio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Eliminare i gatti che si trovano a oltre 300 metri dalle abitazioni per "favorire la biodiversità" e permettere ai cacciatori di trovare in natura gli uccelli. Questa, in sintesi, è la proposta fatta da Willy Schraen, Presidente della Federazione Nazionale Cacciatori francese.

L'uomo, in un live Facebook della rivista mensile dedicata alla caccia "Chassons", ha espresso questa sua singolare opinione, generando non poche polemiche. I gatti, secondo Schraen, andrebbero eliminati fisicamente, poiché riducono di molto la biodiversità e la fauna avicola, senza la quale i cacciatori non possono svolgere le loro attività in modo "regolare".

immagine: Pixabay

Quella di Schraen è una di quelle proposte-shock che basta pronunciare per sollevare un vero e proprio polverone. Secondo il politico e cacciatore francese, i principali responsabili della distruzione della biodiversità sarebbero proprio i felini, motivo per cui la soluzione migliore sarebbe quella di ucciderli con apposite trappole distanziate dalle case.

Sebbene i gatti costituiscano un pericolo reale per la sopravvivenza di molti volatili, addossare su di loro la totale responsabilità della scomparsa di tali animali risulta quantomeno azzardato. Senza contare che una soluzione del genere genererebbe un massacro enorme, mettendo a serio rischio anche i gatti domestici che dovessero allontanarsi dalle loro abitazioni.

Sostenere l'eliminazione di una categoria di animali per portare avanti le uccisioni di altri, poi, fa dubitare ancora di più sull'opportunità delle dichiarazioni di Schraen. Tutto questo ferma restando l'importanza di preservare tutte le specie di animali che sono in natura, nessuna esclusa.

Il problema della diminuzione degli uccelli e dei piccoli mammiferi dovuta ai gatti è reale, ma non sarà certo con uno "sterminio" cruento e di massa dei felini che si risolverà. Molte sono le soluzioni allo studio, ad esempio per ridurre in maniera efficace e significativa il numero di felini randagi, cosa che già di per sé salverebbe le vite di molti volatili.

Inoltre, anche per quanto riguarda i gatti domestici, spesso si è proposto di prestare maggiore attenzione alle loro uscite nei periodi riproduttivi degli uccelli. La questione rimane spinosa e aperta; la speranza, però, è quella di non assistere a violenze a dir poco esagerate ai danni di animali innocenti.

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