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"In 20 anni le mie api non hanno mai prodotto così tanto miele": un apicoltore esulta per gli effetti del lockdown

03 Maggio 2020 • di Marta Mastrogiovanni
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Pierre Stephane, un apicoltore con sede a Lichtenberg, un comune francese nei pressi del Parco Naturale Regionale dei Vosgi del nord, non aveva mai visto una produzione così copiosa di miele da parte delle sue api: "In 20 anni le mie api non hanno mai prodotto così tanto miele" ha affermato l'apicoltore, stupito. Non se l'aspettava Pierre una sorpresa del genere e, forse, confessa che tutto ciò potrebbe avere a che fare con lockdown generale che sta interessando molte nazioni nel mondo, a causa dell'epidemia di Coronavirus.

In 20 anni di attività Pierre Stephane non aveva mai visto nulla di simile: 4 Kg di miele al giorno! Un fenomeno del genere, sostiene l'apicoltore, potrebbe essere dovuto a 2 ragioni principali. Sicuramente una minor attività umana, in generale, ha contribuito nel determinare condizioni più favorevoli per le api: l'attività forestale è stata del tutto sospesa, l'assenza di motoseghe e taglialegna ha reso l'ambiente più silenzioso e molti turisti sono stati costretti a rinunciare alle loro camminate. Non c'è più alcun tipo di traffico e le api possono nutrirsi del nettare dei fiori in tutta tranquillità: biancospino, tarassaco e tutti gli alberi da frutto diventano le loro "prede" naturali.

Anche l'agricoltura è abbastanza ferma e con il clima favorevole di quest'anno, 2020, le api ritrovano le migliori condizioni di vita possibili. "L'anno scorso abbiamo avuto una primavera lunga e fredda, pioggia e gelo, poi ha fatto troppo caldo e c'è stata la siccità. Quest'anno abbiamo il sole, buone temperature...Se avessimo un po' più di pioggia, sarebbe l'ideale" ― ha commentato l'apicoltore francese.

Pierre si era lasciato scoraggiare nel 2019 dalla scarsa produzione e dalle condizioni climatiche, ma nel 2020 sta assistendo ad una vera rinascita, che fa ben sperare per il futuro.

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Una primavera, quella del 2020, che ha portato una ventata di aria fresca e di vita, ameno nel mondo naturale, se escludiamo il persistere del temibile Covid-19 a spaventare gli esseri umani.Insomma, più tranquillità e meno inquinamento hanno sicuramente migliorato le condizioni di vita delle api e la loro produzione di miele ne ha risentito positivamente. Pierre è ben felice di vendere il suo miele biologico così ricercato, soprattutto durante un periodo come quello stiamo vivendo, in cui i prodotti locali e biologici vengono visti ancora di più di buon occhio. Tuttavia, Pierre non aumenterà i suoi pressi: a meno di 10 euro sarà possibile acquistare il suo miele "Les abeilles de Corantin" - un nome che ha scelto per onorare il figlio, Corantin, morto a soli 11 anni a causa di un grave handicap.  

 

 

Tags: AnimaliNaturaStorie
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