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Invitava tutti a non usare il gel e a comprare armi, parlando di "complotto": ora è morta per il coronavirus

07 Aprile 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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La situazione che il mondo sta vivendo a causa del Coronavirus non è facile per nessuno: ormai questo è un dato di fatto con cui molti stanno facendo i conti giorno dopo giorno. Fermare le proprie attività, adottare comportamenti "nuovi", assistere a dolori, morte e sofferenze sono tutte cose con cui molti non avrebbero mai pensato di dover fare i conti.

Eppure, si tratta di una realtà triste, ma purtroppo presente. Da quando è iniziata la pandemia, però, ci sono uomini e donne che insistono nel considerarla, in un modo o nell'altro, un'esagerazione, alimentando notizie false e teorie del complotto. Karen Kolb Sehlke, texana, era una fra queste: i suoi post pubblicati su Facebook, a metà marzo 2020, insistevano proprio sul fatto che la pandemia fosse una "bufala", creata ad arte dai media e dai "radicali al potere". Purtroppo ora la donna ha fatto le spese, sulla sua stessa pelle, di queste convinzioni errate e pericolose.

Appena un paio di settimane dopo aver classificato il virus che sta facendo registrare vittime e contagiati in tutto il mondo come una falsità, Karen si è ammalata di Covid-19. Il 2 aprile 2020, la malattia non le ha dato scampo, ed è deceduta. Leggere quanto affermava sui social network fa indubbiamente riflettere, soprattutto sul fatto che la scarsa informazione, convinzioni pregiudiziali e comportamenti irresponsabili possono, in questo momento, essere davvero dannosi.

«Svegliatevi! Così inizia il socialismo!» scriveva il 14 marzo 2020, riferendosi alla pandemia. E ancora: «Stanno governando con la paura, facendoci prendere dal panico come le pecore (...) Non avete bisogno di disinfettante per le mani, ma di buon senso, fede, volontà di combattere e, naturalmente, di armi.

Parole da brivido, che fanno veramente rimanere di stucco se rapportate a ciò che, in quei giorni, il mondo stava affrontando. Karen è arrivata anche a incitare tutti a «vivere la vita che non vogliono che si viva», riferendosi ovviamente alla necessità di non prendere troppo alla lettera indicazioni e restrizioni necessarie per proteggersi ed evitare contagi.

La donna, stando a quanto riferito, è deceduta poco più di 2 settimane dopo, per complicazioni renali dovute proprio al Coronavirus. Di certo si tratta di una vicenda tragica per una donna che, come nessun altro al mondo, avrebbe mai meritato di soffrire e morire per questa terribile malattia. Ciò che, tuttavia, questo triste episodio può insegnare è che non bisogna mai, in nessun caso, sottovalutare i rischi del Covid-19 e della pandemia in corso, magari guidati solo da rabbia e convinzioni frutto di scarsa riflessione.

Il virus è una triste realtà con cui tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a fare i conti: solo agendo con responsabilità e senza divisioni, il mondo potrà venirne fuori.

Tags: StorieAttualità
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