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Coronavirus: riaprono in Cina i "mercati umidi" dove si continuano a vendere animali come serpenti e pipistrelli

31 Marzo 2020 • di Simone Fabriziani
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Neanche il tempo di chiudere tutti i servizi non essenziali per due mesi in tutta la Cina che, ad emergenza da Covid-19 progressivamente rientrata, nella nazione asiatica da dove tutto è cominciato iniziano a riaprire i primi "mercati umidi", quelli che da tradizione cinese vendono "al bancone" animali ingabbiati come cani, gatti, ma anche serpenti, pipistrelli, pangolini anatre e via dicendo. Un vero e proprio mercato degli orrori che a Wuhan, primo focolaio di Coronavirus al mondo, aveva visto la sua origine.

immagine: Wikimedia

Questo virus di probabile origine animale, che dai mercati di Wuhan si è poi diffuso a macchia d'olio nella provincia dell'Hubei e poi nel mondo intero, sembra sia stato originato dal consumo umano di animali come serpenti e pipistrelli, animali che sono molto facili da incontrare sui banconi dei cosiddetti "mercati umidi" cinesi. Secondo il report del Daily Mail, hanno già riaperto i mercati dell'orrore di Dongguan, nel Sud del paese, e di Guilin, nel sud-ovest.

immagine: Wallpaper Flare

L'inviato del Daily Mail così descrive la situazione attuale nei mercati animali riaperti in Cina:"Tutti qui credono che l’epidemia sia finita e che non c’è più nulla da preoccuparsi. Ora il problema riguarda sono gli altri paesi. I mercati sono tornati a funzionare esattamente come prima del coronavirus. L’unica differenza è che le guardie di sicurezza cercano di impedire a chiunque di scattare foto, cosa che prima non sarebbe mai successa”.

Nel luogo dove tutto ha avuto inizio, un lento ritorno alla "normalità"; ma quale sarà il prezzo da pagare per questa riacquistata normalità in futuro?

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