Gli alpini compiono un piccolo "miracolo" ripristinando 5 ospedali in 5 giorni, per far fronte all'emergenza - Curioctopus.guru
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
Gli alpini compiono un piccolo "miracolo"…
Le strade sono deserte, così mamma anatra entra indisturbata in una farmacia seguita dai suoi anatroccoli Coronavirus: secondo i dati, sono più di 100.000 i pazienti guariti dopo aver contratto l'infezione

Gli alpini compiono un piccolo "miracolo" ripristinando 5 ospedali in 5 giorni, per far fronte all'emergenza

26 Marzo 2020 • di Marta Mastrogiovanni
66.753
Advertisement

Gli alpini della Protezione Civile del Veneto sono riusciti a compiere un piccolo grande "miracolo", ripristinando 5 ospedali caduti in disuso, in soli 5 giorni. Hanno lavorato senza sosta, rimettendo in sesto cinque strutture ospedaliere ormai abbandonate da tempo: gli ospedali di Valdobbiadene, Zevio, Monselice, Isola della Scala e Bussolengo. È stato fatto tutto in tempi record per andare incontro all'emergenza sanitaria che soprattutto le regioni del nord stanno affrontando durante questa epidemia di Coronavirus.

via: Open

Grazie all'operato di 480 persone, gli alpini della Protezione civile ANA del Veneto, ora, gli ospedali potranno ospitare 740 pazienti per far fronte all'emergenza causata dal Coronavirus in Italia. Come hanno spiegato i volontari stessi: "Abbiamo cambiato tutti i copri water, sistemato i servizi igienici, aiutato i tecnici che hanno ripristinato gli ascensori e gli impianti di condizionamento e di ossigenazione, operato assieme agli elettricisti e agli idraulici. E poi risistemato gli infissi, verificati e messi a punto gli impianti di illuminazione, lavato e sanificato tutta la mobilia recuperabile. Quindi abbiamo trasportato in loco i letti da altri ospedali, li abbiamo sanificati e messi nelle varie camere, assieme ai materassi". 

Bruno Cosato, ex imprenditore edile e attualmente coordinatore della Protezione civile ANA della sezione di Treviso e responsabile, ha raccontato che quando gli alpini hanno visto le condizioni in cui riversavano gli stabili, si sono messi le mani nei capelli. Ma con tanta pazienza, coraggio e determinazione sono riusciti in un lavoro quasi impossibile, lavorando dalle 8 di mattina alle 6 di sera senza sosta.

Advertisement

Ovviamente, anche loro hanno lavorato prendendo con le dovute precauzioni: mascherine idonee e distanza di sicurezza gli uni dagli altri.

Un ringraziamento speciale va proprio agli alpini e al loro incredibile contributo.

Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie