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Il Coronavirus non è stato creato in laboratorio: la risposta di una ricerca a teorie complottiste e fake news

21 Marzo 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Trasmesso dagli animali domestici, individuabile dal colore del sangue, resistente sull'asfalto per giorni ed eliminabile persino con la luce solare o l'acqua calda. Da quando il mondo intero sta facendo i conti con la pandemia da Coronavirus dicerie, racconti, notizie false e teorie del complotto invadono ogni giorno i mezzi di informazione, accanto alle - tristi - cronache della realtà.

Del resto, nel periodo dei social, dell'immediatezza e dell'informazione su larga scala alla portata di tutti, non è così difficile diffondere qualcosa di falso. E, sebbene puntualmente e con un minimo di attenzione sia possibile rintracciare decine di smentite ufficiali, si arriva a leggere di notizie davvero enormi per la portata che avrebbero. Proprio come la teoria secondo cui il Covid-19 sarebbe un virus progettato e creato in laboratorio, per presunte "guerre batteriologiche".

Sebbene a febbraio fossero circolate voci secondo cui Sars-CoV-2 fosse un virus appositamente realizzato in un laboratorio non meglio identificato, una nuova ricerca ha dimostrato - per fortuna - che il Coronavirus non ha affatto origini "artificiali". Al contrario, lo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine, e condotto dal professor Kristian Andersen di Scripps Research, ha chiaramente rintracciato le sue origini in processi naturali.

Analizzando e confrontando i dati sulla sequenza del genoma dei ceppi di Covid-19, Andersen ha confermato che la struttura del virus e i meccanismi che utilizza per colpire le cellule che lo "ospitano" sono tutti fattori che rimandano con chiarezza a processi umani, non ripetibili in laboratorio dall'ingegneria genetica.

immagine: NIAID/Flickr

Cospirazionisti e scettici possono dunque dormire sonni più tranquilli, insieme a tutti coloro che, giornalmente, approfittano dei mezzi di comunicazione di cui disponiamo per diffondere panico e falsità. Atteggiamenti che, mai come ora, risultano inutili e dannosi. Paure, ansie, rabbia e divisioni sono proprio l'ultima cosa di cui il mondo ha bisogno per fronteggiare quest'emergenza senza precedenti.

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