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L'inventore di Ocean Cleanup lancia un nuovo progetto per pulire i fiumi dalla plastica, prima che finisca negli oceani

26 Gennaio 2020 • di Claudia Melucci
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Ricorderete senz'altro il progetto inventato dal giovane Boyan Slat per ripulire gli oceani: Ocean Cleanup, questo il suo nome, è da tempo nell'Oceano Pacifico cercando di smaltire l'isola di plastica. Ma ora il giovane ingegnere annuncia un altro sistema per salvare il pianeta dall'inquinamento plastico: appurato che la maggior parte dei rifiuti che finiscono in mare provengono dai fiumi e dalla terraferma, il nuovo passo è proprio quello di intercettare la spazzatura nei corsi d'acqua e recuperarli prima che vadano in mare aperto. A fare tutto questo ci penserà Interceptor.

Si chiama Interceptor il nuovo sistema ideato dall'ormai celebre ingegnere Boyan Slat, appena più che ventenne, reso tale dal primo grande progetto: Ocean Cleanup, che si era prefisso sin dall'inizio di ripulire l'Oceano Pacifico da quella che è nota come Great Garbage Patch, un'isola di plastica che si forma dalla combinazioni delle correnti oceaniche e che accumulano in un punto preciso tutta la spazzatura – perlopiù plastica – dispersa in acqua.

 

Gli studi hanno però messo nero su bianco come qualcosa come l'80% della plastica in mare arrivi direttamente dai fiumi e dalla terraferma: ecco quindi che nasce l'esigenza di pulire i corsi d'acqua, per recidere il problema dell'inquinamento marino alla base. 

Farà, anzi già sta facendo, proprio questo Interceptor, una chiatta lunga 24 metri che intercetterà la spazzatura in acqua e la raccoglierà: il sistema è operativo 24 ore su 24, è dotato di pannelli solari e batterie al lito e, aspetto fondamentale, non interferisce con la fauna e la flora, né con la navigazione delle imbarcazioni. 

I progettisti hanno stimato che, in condizioni di lavoro ottimali, Interceptor possa raccogliere fino a 100 mila chili di rifiuti al giorno.

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Il sistema è già all'opera in due dei fiumi più inquinati al modo, in Indonesia e in Malesia, ma Boyan Slat punta in alto e afferma che l'obiettivo è quello di installare Interceptor nei 1000 fiumi più sporchi entro il 2025. 

Insomma, l'ingegnosità di questo giovane scienziato sembra non avere fine e tutti ci auguriamo che i suoi progetti possano salvare il nostro pianeta da una condizione di inquinamento di cui ci siamo già pentiti.

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