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Un team di scienziati ha costruito il primo "robot vivente" usando le cellule embrionali di una rana

15 Gennaio 2020 • di Simone Fabriziani
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Non si parla di robot e nemmeno di una nuova specie animale, ma di un vero e proprio organismo programmabile dall'essere umano strutturato grazie all'utilizzo di cellule viventi: stiamo parlando degli "Xenobot", organismi nati partendo dall'uso in laboratorio delle cellule embrionali della rana Xenopus Laevis. Questi nuovi organismi viventi potrebbero in futuro essere sfruttati per trasportare farmaci nel corpo umano o per ripulire le arterie, così come potrebbero essere usati come "spazzini" negli oceani che catturano le micro-plastiche.

I risultati, pubblicati sulla rivista specializzata Pnas, sono stati concretizzati grazie allo studio incrociato tra gli informatici dell'Università del Vermont guidati da Sam Kriegman e Joshua Bongard e il gruppo di biologi dell'università Tufts e dall'Istituto Wyss dell'Università di Harvard, coordinati da Michael Levin e Douglas Blackiston. 

Il primo passo è stato quello di usare un algoritmo capace di progettare al computer milioni di robot viventi e poi di scegliere il modello più adatto, mentre il secondo passo è stato quello di prelevare cellule staminali dagli embrioni delle rane, metterle in incubazione e vederle moltiplicarsi e specializzarsi affinché dessero origine a tessuti di vario tipo (pelle, muscoli, cuore).

Assemblando i vari tessuti con micropinze e manipolandoli con gli elettrodi, questi nuovi organismi viventi hanno svolto compiti determinati mai progettati precedentemente in natura, così come sono stati capaci di auto-ripararsi. Il robot vivente alla fine ottenuto ha lo stesso dna della rana, ma non è una rana; come afferma Antonio De Simone dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore di Sant'Anna a Pisa, " si tratta di "aggregati di cellule che interagiscono tra loro, comportandosi collettivamente in un modo complesso e diverso da quello che avrebbero naturalmente. Si tratta di comportamenti elementari, come muoversi insieme in una direzione o in cerchi [la novità di questo lavoro] è stata soprattutto utilizzare un algoritmo per generare il comportamento e l'evoluzione delle cellule."

Insomma, un passo avanti nella robotica e negli studi avanzati di biologia veramente rivoluzionario ed importante!

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