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In Svizzera si pensa di includere il tragitto casa-ufficio nell'orario di lavoro per i dipendenti pubblici

07 Gennaio 2020 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Per molte persone, il tragitto quotidiano per raggiungere il posto di lavoro può trasformarsi in una vera sfida. Traffico, disagi con i mezzi pubblici, lunghe distanze da coprire e imprevisti vari rendono il viaggio casa-ufficio e ritorno quasi più stancante del lavoro stesso. 

Il tempo che si impiega per spostarsi rischia di sottrarre ore ai compiti da svolgere, con inevitabili ritardi da recuperare. In Svizzera, tuttavia, un provvedimento che riguarda i dipendenti pubblici e fortemente richiesto dai maggiori sindacati promette di rivoluzionare tutto questo. Nell'ottica di rendere più flessibile il lavoro e incentivare l'utilizzo di mezzi non privati, il Governo ha predisposto una normativa ad hoc.

Gli impiegati degli uffici pubblici elvetici potranno contabilizzare come orario di lavoro effettivo anche il tragitto casa-lavoro. Proprio così: tutti i pendolari assunti da aziende statali, a patto che utilizzino i mezzi pubblici, dal 1 gennaio 2020 possono lavorare su treni o autobus, in modo da rendere più agevoli le mansioni e la quotidianità delle persone. I lavoratori, in questo modo, potranno a tutti gli effetti iniziare a lavorare prima del timbro del cartellino.

La norma non è automatica e non interessa tutti i funzionari del pubblico impiego. Ogni singolo capoufficio, infatti, potrà autorizzarla o meno, a seconda delle necessità dei dipendenti. Del resto, in Svizzera il tempo medio che si impiega per andare a lavoro e tornare è circa di 62 minuti al giorno. Lavorare durante quel frangente, così, significa ridurre il carico e la permanenza in ufficio

immagine: Pixabay

Va da sé che controllare il lavoro dei dipendenti mentre si stanno spostando non è affatto semplice, e presuppone che alla base di questa possibilità ci sia una notevole dose di fiducia tra impiegati e capi, come ha spiegato Jens O. Meissner, docente di Progettazione dell'organizzazione.

La Svizzera, tuttavia, crede molto in questa normativa, proprio in nome della necessità di flessibilizzare gli orari, fortemente sostenuta in primo luogo da Anand Jagtap, Responsabile delle risorse umane degli uffici pubblici elvetici. Chissà che quella offerta in Svizzera non diventi una possibilità da replicare anche in altri Paesi d'Europa e del mondo. Magari potrebbe ridurre stress e disagi quotidiani di molte persone, incentivandole a muoversi in modo più sostenibile.

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