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In casi di stress, le cellule maschili tendono a suicidarsi, quelle femminili sopravvivono: lo conferma uno studio

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Un nuovo passo avanti è stato fatto nella cosiddetta Medicina di Genere, quella che da sempre studia il comportamento e la struttura dei geni nei maschi e nelle femmine e ne determina differenze e similitudini Uno studio scientifico incrociato che ha coinvolto l'Istituto Superiore della Sanità (ISS), il Dipartimento di Medicina Sperimentale, Diagnostica e Specialistica (DIMES) presso l'Università di Bologna, l'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, lo IAC (Institute for Applied Computing) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma ha confermato alcune differenze genetiche sostanziali.

via: Nature
immagine: Pixabay

Lo studio incrociato ha sottolineato come le cellule degli uomini, sottoposte a stress di vario tipo, tendono a "suicidarsi" effettuando il cosiddetto processo di "apoptosi", mentre le cellule delle donne rispondono ai cambiamenti e alle influenze esterne "affrontando" il problema e garantendo la sopravvivenza delle cellule circostanti.

Questo processo così differente tra cellule maschili (XY) e cellule femminili (XX) è stato imputato a quel materiale genetico composto da componenti molecolari chiamati microRNA; questi ultimi, regolano l'espressione dei geni e influenzano il comportamento delle cellule; non è un caso che questi componenti molecolari sono coinvolti in molte patologie come ad esempio le infezioni, fino ai tumori.

Il microRNA che potrebbe essere responsabile di questa differenza tra cellule maschili e femminili è stato individuato nel miR548am-5p presente nei fibroplasti dell'epidermide femminile, secondo le parole di Anna Ruggeri, coautrice dello studio: " L’alto livello del miR548am-5p nelle cellule femminili sarebbe responsabile della maggiore resistenza a diversi tipi di stress, attraverso la regolazione di alcuni geni, come Bax e Bcl2, coinvolti nei meccanismi di morte mediata dai mitocondri."

Nonostante lo studio enfatizzi la differente composizione molecolare tra uomo e donna, la medicina attuale sottolinea ancora l'importanza di approcci mirati e non generici sugli studi di genere.

 

 

 

 

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