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A lezione di empatia: dalla Danimarca un sistema educativo utile e innovativo

18 Settembre 2019 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Matematica, chimica, filosofia, letteratura ed... empatia. Non sarebbe bello programmare un orario di lezioni scolastiche settimanali che includa questa materia? Bene, c'è un luogo nel mondo dove questo insegnamento è realtà, e fa parte addirittura del sistema educativo nazionale.

Stiamo parlando della Danimarca, il Paese nord-europeo che da anni è ai primi posti nella lista delle Nazioni più felici al mondo stilata nei Rapporto Onu annuali dedicati al tema. Il motivo, allora, potrebbe non essere troppo oscuro. Oltre a un elevato tenore di vita e a spiccati livelli di avanzamento sociale, la Danimarca adotta anche metodi pedagogici e istruttivi all'avanguardia. Vediamo nel dettaglio cosa significa per gli studenti frequentare lezioni di empatia.

Dal 1993 gli alunni danesi dai 6 ai 16 anni, per un'ora alla settimana, frequentano la "Klassens tid", ossia una lezione che in realtà è più un momento di crescita personale che didattica. In questo lasso di tempo, infatti, parlano dei loro problemi - personali e non - e il resto della classe, insegnante compreso, ne discute insieme cercando possibili soluzioni per risolverli.

Insomma, una sorta di "seduta psicologica" collettiva, volta a condividere emozioni, paure, ansie e gioie e soprattutto a prevenire comportamenti negativi che, specie in ambito scolastico, possono risultare dannosi per gli adulti del futuro. 

Il bullismo, fra tutti, è il primo bersaglio contro cui si propone di intervenire questa ora di empatia danese. Senza contare che bambini e ragazzi che crescono nel rispetto delle identità e delle opinioni altrui saranno adulti che potranno costruire migliori relazioni personali e lavorative, oltre che più inclini al successo personale.

La psicoterapeuta ed educatrice Iben Sandahl, a proposito di questi innovativi metodi pedagogici, nonché sul segreto della felicità danese, ha pubblicato delle riflessioni nella sua opera "The Danish Way of Parenting", scritto a quattro mani insieme a Jessica Alexander, autrice e ricercatrice statunitense.

E la risposta all'alto tasso di felicità sta proprio nel sistema educativo. I genitori danesi crescono bambini felici, che si sentono accettati e parte di una comunità, sicuri di ricevere incoraggiamento dagli altri ogni qualvolta ne hanno bisogno, semplicemente attraverso l'ascolto e il rispetto.

Secondo Sandahl e Alexander, i danesi insegnano la felicità in due modi. Il primo è attraverso il lavoro di squadra, promuovendo cioè le attività scolastiche svolte insieme e che non mirino solo al fatto che un elemento della classe debba emergere sugli altri.

In secondo luogo, il sistema educativo della Danimarca utilizza l'apprendimento collaborativo. Si tratta di un sistema scolastico che si basa sulla motivazione e il raggiungimento reciproco di un obiettivo, in cui ogni alunno mette al servizio degli altri i propri punti di forza.

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Ad esempio, se uno studente è più bravo degli altri in matematica, può collaborare con i suoi pari per aiutarli a migliorare le loro debolezze in materia. Questo, in parole semplici, significa apprendere un valore fondamentale della vita: la comunicazione proficua.

Insomma: l'esempio del sistema educativo danese ci sembra davvero utile per introdurre fin dalla tenera età concetti importantissimi nella vita di ognuno. In fondo, basterebbe insistere su determinati valori che spesso si danno troppo per scontati per costruire persone - e società - migliori.

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