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La siccità riporta alla luce un gruppo di antichi dolmen: potrebbe essere lo "Stonehenge spagnolo"

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Tutti conoscono il celebre sito archeologico inglese di Stonehenge. Il "circolo di pietre" megalitiche erette tra il 3100 e il 1600 a.C. è un luogo pieno di fascino e mistero. Sulla sua origine, infatti, ancora oggi si rincorrono ipotesi e leggende, che rendono quest'opera neolitica ancora più interessante.

Bene: grazie all'ondata di caldo che ha investito l'Europa durante l'estate 2019, ora anche la Spagna potrebbe avere il "suo" Stonehenge. Vediamo di cosa si tratta e come è stato possibile tornare a vedere questi reperti del passato.

via: RTVE
immagine: Pleonr/Wikimedia

Siamo in Estremadura, regione spagnola in cui il caldo, d'estate, si fa sentire davvero. Si tratta infatti di un'area che si trova al centro-sud del Paese, al confine con il Portogallo, e che non ha sbocchi sul mare. Anche per questo, non è raro che qui si registrino temperature estreme e fenomeni di siccità. Proprio come quelli che hanno interessato il bacino idrico di Valdecanas, nella provincia di Caceres. 

Qui, i livelli dell'acqua si sono pian piano ridotti, fino a evaporare del tutto in alcuni punti. Ed è proprio a causa di questo fenomeno legato al gran caldo che è tornata alla luce una parte di storia spagnola e mondiale: un gruppo di oltre 100 pietre erette di cui molti, nel luogo, avevano soltanto sentito parlare.

Le pietre, infatti, sono state coperte dall'acqua per oltre mezzo secolo, e potrebbero tornare a "scomparire" con l'arrivo dei periodi più ricchi di piogge. L'ingegneria civile, nel pieno dello sviluppo degli anni '60, decise di aggiungere un lago artificiale proprio dove si trova il Dolmen di Guadalperal - così viene chiamato formalmente dagli storici - senza di fatto preoccuparsi della conservazione di un sito dall'enorme valore storico.

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immagine: Pleonr/Wikimedia

Secondo gli esperti, il monumento risale a V secolo a.C. ed era stato costruito proprio lì per la vicinanza alle rive del fiume Tago. Si sarebbe trattato di un luogo di sepoltura collettivo, con una camera ovale di 5 metri di diametro e una scala d'accesso di 21 metri, con varie sculture. Gli effetti del tempo si sono fatti sentire, così come una mancanza di valorizzazione del sito. La speranza dei locali e degli archeologi è ora quella di riuscire a spostare il gruppo di pietre in un'area dove possano rimanere scoperte e visibili.

Del resto, per decenni gli abitanti della zona hanno sentito parlare da genitori e nonni di un "tesoro" nascosto sotto le acque del lago. Ora è visibile in tutta la sua maestosità, e farlo scomparire di nuovo sarebbe un grande errore. Di sicuro, rispetto agli anni '60, oggi c'è maggiore consapevolezza sull'importanza di conservare la storia, e ciò dovrebbe aiutare.

 

L'auspicio è che il Dolmen di Guadalperal possa essere preso in seria considerazione dalle autorità, per una sua "nuova vita". Soltanto così, la Spagna e il mondo intero potranno avere l'opportunità di studiare e ammirare un'altra fondamentale testimonianza delle nostre origini. 

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