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Un periodo di siccità riporta alla…
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Un periodo di siccità riporta alla luce un misterioso palazzo di 3.400 anni fa

04 Luglio 2019 • di Lorenzo Mattia Nespoli
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Potrebbe essere una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi decenni, venuta alla luce in un modo del tutto originale e, per questo, assolutamente affascinante.

Stiamo parlando delle rovine di un maestoso palazzo che risalirebbe a circa 3400 anni fa, tornate visibili a causa di un prolungato periodo di siccità in Iraq, precisamente nella zona del Kurdistan. Qui, nel bacino della diga di Mosul, il livello delle acque del fiume Tigri si è abbassato così tanto da rivelare tutto ciò che di prezioso nascondeva. Vediamolo nel dettaglio.

 
via: CNN

Oltre a essere inconsueta, la scoperta sarebbe un preziosissimo modo per avere qualche notizia in più sul regno dei Mitanni, uno degli imperi meno conosciuti del Medio Oriente, che avrebbe occupato la zona intorno alla seconda metà del II secolo a.C. 

A condurre gli scavi è stato un gruppo formato da archeologi tedeschi dell'Università di Tubinga e altri loro colleghi curdi e iracheni. L'imponenza del palazzo è stata subito chiara ai ricercatori. Pareti spesse 2 metri e alte 7, per 1850 metri quadri totali, non hanno lasciato dubbi su quanto la struttura fosse importante per l'epoca. Incredibile è stato anche quello che è stato rinvenuto al suo interno.

Nelle dieci stanze del complesso, i pavimenti erano stati realizzati in mattoni fusi, refrattari e isolanti, e non sono mancati i ritrovamenti di tavolette cuneiformi - con scritte non ancora tradotte - e di altre affascinanti testimonianze artistiche

Fra queste, forse la più importante è quella che ha riguardato gli affreschi e le pitture murali. Vivaci tonalità di rosso e blu sono ancora visibili sulle pietre e, secondo quanto spiegato da Ivana Puljiz dell'Ateneo di Tubinga, sarebbero caratteristiche tipiche dei palazzi di quell'epoca. Raramente, però, sono stati trovati conservati, ed è per questo che si tratta di una scoperta davvero sensazionale.

Da quel poco che si sa sulla civiltà Mitanni, il palazzo venuto alla luce sarebbe noto come Kemune, probabilmente parte dell'antica città di Zakhiku, le cui tracce si sono già viste in vari documenti antichi. Sarà comunque la traduzione delle tavolette ritrovate all'interno della grande struttura a dirci di più sulle caratteristiche e la struttura sociale di questa popolazione mesopotamica.

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Gli scavi archeologici non sono durati molto, proprio per il luogo dov'era sepolto il palazzo. Con l'innalzamento del livello delle acque nel bacino, parti della struttura sono state di nuovo sommerse e, secondo gli studiosi, prevedere quando riemergeranno di nuovo è molto difficile. 

Resta il fatto che non capita tutti i giorni di trovarsi davanti a testimonianze storiche del genere. L'aura di mistero di cui sono intrise e le scarse notizie che abbiamo su chi le ha costruite sicuramente rendono il tutto molto affascinante.

In attesa di conoscere qualcosa in più, magari la prossima volta che Kemune riemergerà, viene da chiedersi quanti siano, nel mondo, i reperti storici ancora nascosti o sommersi, che possono raccontarci pezzi sconosciuti della nostra storia...

immagine: Facebook
Tags: CuriosiStoriaScoperte
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