È il vincitore di Nobel più anziano che esista: a 96 anni crea un "imbuto" solare che potrebbe rivoluzionare il mondo - Curioctopus.guru
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
È il vincitore di Nobel più anziano…
Trovati dei piccoli di tartarughe giganti delle Galapagos per la prima volta dopo 100 anni 23 trucchi di 100 anni fa che sono sorprendentemente utili ancora oggi

È il vincitore di Nobel più anziano che esista: a 96 anni crea un "imbuto" solare che potrebbe rivoluzionare il mondo

14.167
Advertisement

Esistono al mondo delle personalità particolarmente visionarie e instancabili, il cui unico scopo è escogitare, inventare e realizzare nuovi modi per svolgere le attività e risolvere i problemi, dai più semplici ai più complessi. Queste persone hanno il merito di aver fatto progredire la conoscenza e la tecnologia umane nel corso dei decenni, dedicando gran parte – se non la totalità – della loro vita a sciogliere i loro quesiti mentali. Una di queste menti geniali e instancabili è di certo Arthur Ashkin, il vincitore di premio Nobel più anziano che esista al mondo.

Alla veneranda età di 96 anni, lo scienziato ha sperimentato nel suo scantinato una nuova forma di concentrazione dell'energia che potrebbe risultare vitale nei decenni a venire.

Il suo rapporto particolare con la luce aveva già dato enormi frutti. Ashkin ha infatti lavorato presso i Bell Labs dagli anni '60 agli anni '80, e le sue ricerche gli sono valse un Premio Nobel per la fisica nel 2018. Durante i suoi studi mise a punto quelle che furono chiamate "pinzette ottiche", una tecnologia in grado di far levitare corpi minuscoli grazie alla luce.

La sua scoperta ha avuto una risonanza enorme nel campo scientifico: oltre a dare un forte impulso allo studio del DNA, la tecnologia ha permesso di realizzare un particolare test per la malaria; inoltre è stata impiegata in molti altri ambiti della nanotecnologia e della biologia.

Ma per la mente dello scienziato, particolarmente affamata di conoscenza e innovazione, sembra non essere abbastanza.

immagine: Nokia Bell Labs

Quando Atkins lasciò i Bell Labs nel 1992, gli fu data la possibilità di portarsi dietro delle apparecchiature. Le sistemò nel seminterrato, che è diventato il suo piccolo laboratorio casalingo. Ed è qui che ha iniziato a sperimentare con la sua amata luce, arrivando a quello che lui considera un risultato epocale.

Attraverso un uso sapiente delle geometrie, Atkins avrebbe messo a punto un "imbuto" in grado di concentrare i raggi luminosi per trarne la massima energia; questa tecnologia permetterebbe di massimizzare l'efficienza dei pannelli solari esistenti, o addirittura di crearne di nuovi molto più economici e semplici. Si tratta di una tecnologia che avrebbe un costo irrisorio e che – afferma Atkins – potrebbe rivoluzionare il mondo.

 
Advertisement
immagine: Nokia Bell Labs

Usiamo il condizionale non perché vogliamo mettere in dubbio le sue parole, ma perché l'accanito studioso non ha ancora rivelato i dettagli della sua scoperta, che intende pubblicare presto sulla famosa rivista Science. I suoi studi e gli esperimenti hanno prodotto un risultato eccezionale, che lui sta ancora traducendo in calcoli e procedimenti adatti ad essere letti e compresi da altri.

Non possiamo essere certi che questo risultato lo porterà – come lui afferma quasi per scherzo – a vincere un secondo Premio Nobel, ma è probabile che sia in arrivo un punto di svolta nella "raccolta" dell'energia luminosa. Dopotutto, Atkins con le sue ricerche ha già salvato migliaia di persone, e può contare sul supporto di sua moglie, un'illustre chimica: insomma, i presupposti per una scoperta "illuminante" sembrano esserci tutti.

Advertisement

Lascia il tuo commento!

Advertisement
Advertisement

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie