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Ecco le specie animali che si sono estinte…
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Ecco le specie animali che si sono estinte in natura durante il 2018

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L'equilibrio degli ecosistemi terrestri sta fronteggiando ai nostri giorni delle sfide quasi insormontabili. L'inquinamento galoppante, lo sterminio diretto da parte del bracconaggio e i cambiamenti climatici che procedono a ritmi anormali stanno mettendo a rischio centinaia di specie vegetali ma soprattutto animali, che difficilmente riescono ad adattarsi alle rapide mutazioni. Il 2018 è stato un anno particolare per questo tema: la gravità della situazione è ormai sotto gli occhi di tutti, anche se non sembra sollevare un dibattito adeguato.

Uno dei più famosi animali che abbiamo perso in natura nel 2018 è stato l'ara di Spix, il magnifico pappagallo blu divenuto una star internazionale grazie al fortunato film d'animazione "Rio", di cui rimangono circa un centinaio di esemplari, tutti in cattività. Ma la lista non finisce qui.

immagine: Daderot/wikimedia

Meno noti e meno appariscenti, ma estinti e non presenti nemmeno in cattività, sono il ticotico di Novaes (Philydor novaesi), il Cichlocolaptes mazarbarnetti (due uccelli brasiliani) e un tipo di passero delle Hawaii, il poo'uli.

Anche per i vaquita (o focene del Golfo di California, foto successiva) il futuro è piuttosto grigio: nel 2018 gli esperti hanno ipotizzato ne rimanessero solo 12 in natura, quindi stanno letteralmente contando di giorni che li separano dall'estinzione (sempre se non è già avvenuta).

immagine: Paula Olson, NOAA

Il 2018 ha visto anche la scomparsa del giaguaro orientale, poiché per ben 80 anni non ci sono stati avvistamenti in natura. Più famosa – complici i media – la morte di Sudan, l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale, di cui restano in vita solo due esemplari femmina.

Il 2018 ha visto arrivare sull'orlo dell'estinzione anche fossili viventi come la salamandra gigante cinese, i cui antenati camminarono sulla Terra con i dinosauri e che oggi è praticamente scomparsa. Oltre a lei, anche le giraffe e quasi tutti i lemuri sono entrati nella lista delle specie a rischio.

Un prezzo alto lo pagano gli insetti: secondo un calcolo del 2018, abbiamo perso il 97% delle farfalle monarca negli USA, senza parlare degli impollinatori come le api e i bombi, di cui ormai sentiamo parlare quasi ogni giorno.

Infine anche gli avvistamenti di Glaucidium mooreorum (un gufo brasiliano di 15 centimetri) e di ara glauca (un pappagallo argentino) sono ridotti al minimo.

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Esiste però in tutto questo quadro un barlume di speranza: il 2018 ha visto anche i gorilla di montagna uscire dallo stato di "seriamente minacciati"; sono state trovate nuove colonie del piccolo canguro di San Quintin, che si considerava quasi perduto; la rarissima salamandra del lago Pátzcuaro è stata salvata grazie all'intervento di un ordine di suore messicane.

Inoltre, anche per il rinoceronte bianco settentrionale potrebbe arrivare una speranza: i ricercatori hanno scoperto una grande somiglianza genetica con il parente meridionale, cosa che permetterebbe se non altro di creare degli ibridi da usare per il ripopolamento.

Insomma, la scomparsa delle specie procede a grandi passi, ma esiste anche un'armata di volontari, ricercatori, cronisti e semplici appassionati che sono pronti a fare di tutto per porvi rimedio, anche soltanto diffondendo le informazioni ed evitando che queste specie vadano perdute nel silenzio e nell'indifferenza generale.

Tags: AnimaliNatura
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