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Il sistema di pulizia degli oceani è partito, ma non tutto va come previsto: ecco tutti i dettagli dell'operazione

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Forse vi ricorderete del progetto di The Ocean Cleanup e di "Wilson", l'enorme sistema per la raccolta di rifiuti plastici dispersi nell'oceano. La tecnologia ideata dal giovane inventore olandese Boyan Slat, è arrivata da tempo all'isola di plastica del Great Pacific Garbage Patch per iniziare la sua opera di raccolta. L'enorme progetto che potrebbe risolvere il problema dell'inquinamento negli oceani, si trova però a dover affrontare le prime difficoltà inevitabili per una tecnologia ancora in fase sperimentale. 

immagine: The Ocean Cleanup

L'enorme sistema per la raccolta dei rifiuti plastici ideato dalla startup The Ocean Cleanup e il giovanissimo Boyan Slat, sembrerebbe aver incontrato dei problemi durante il suo viaggio di prova. La struttura galleggiante lunga circa 600 metri è ormai da tempo approdata nella zona del Great Pacific Garbage Patch dove ha iniziato la sua opera di raccolta. A quanto pare a rovinare questo viaggio inaugurale, ci hanno pensato alcune criticità e problematiche assolutamente preventivate quando si parla di tecnologie in fase di sviluppo.

Secondo quanto dichiarato da un comunicato dell'azienda, il dispositivo sarebbe infatti ancora troppo lento per poter fronteggiare al meglio la corrente del Pacifico e quindi per poter raccogliere i rifiuti. Il problema maggiore è collegato al fatto che durante la fase di raccolta il sistema non riusciva a tenere la plastica ottenuta per colpa delle vibrazioni e della velocità troppo bassa. Un difetto probabilmente dovuto all'impatto maggiore che le correnti del Pacifico hanno avuto con il sistema.

immagine: The Ocean Cleanup

Nonostante queste difficoltà gli addetti ai lavori sono ancora sicuri di poter raccogliere il quantitativo preventivato di 50 tonnellate entro un anno. Dopotutto la struttura è riuscita a reggere l'urto del mare aperto e questo dato rappresenta un gran successo per Slat e il suo staff. 

La plastica che viene riversata ogni anno in mare è sempre di più e lo scenario previsto dagli esperti è tutt'altro che positivo. La spazzatura sta distruggendo l'ecosistema marino e influisce negativamente anche sul pesce che consumiamo, considerato l'elevato quantitativo di sostanze chimiche che la plastica rilascia. La situazione in cui versa "Wilson" però al momento non desta assolutamente preoccupazione nel team che ha sviluppato questo progetto. Pensano infatti di poter ripartire dai dati incoraggianti di questi primi mesi di attività e dagli oltre 2000 Kg di plastica fino a questo momento raccolti. 

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