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La natura passa al contrattacco: gli elefanti si stanno evolvendo per perdere le zanne e salvarsi dai cacciatori

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Il commercio di zanne di elefante - e in generale di tutti i "trofei" che derivano dall'abbattimento di animali in via d'estinzione - è una piaga che ancora oggi non siamo riusciti a sconfiggere. Queste "armi" dei pachidermi, che non sono altro che enormi denti modificati, sono fatte di avorio e vengono ampiamente usate per la creazione di oggettistica di pregio, oltre ad avere diversi impieghi nella medicina tradizionale. Dalle zanne si ricaverebbe infatti una polvere miracolosa che aumenta la virilità, la forza e la fertilità, anche se nessuno di questi effetti è stato mai accertato in maniera scientifica. 

Nonostante i vari divieti e i sequestri a livello internazionale, ancora oggi molti elefanti vengono abbattuti (spesso da un elicottero o un aereo) per rivendere le zanne a caro prezzo sui mercati, soprattutto asiatici.

Una buona notizia però emerge da alcuni studi sulle popolazioni di pachidermi esistenti: pare che la natura stia gradualmente correndo ai ripari.

immagine: pexels

Il modo più efficace, anche se non velocissimo, con cui gli esseri viventi possono proteggersi dalle minacce esterne, è attuare meccanismi evolutivi per adattarsi alle nuove condizioni e raggirare il predatore. Il meccanismo dell'evoluzione prevede che l'individuo con le caratteristiche vincenti arrivi a riprodursi di più rispetto a quello con caratteristiche perdenti, aumentando la possibilità che i suoi punti di forza vengano trasmessi alle generazioni future. In questo caso il procedimento è semplice: i bracconieri abbattono solo gli elefanti con le zanne; quelli che ne sono sprovvisti hanno quindi più possibilità di sopravvivere fino alla vecchiaia e di riprodursi. Risultato? Stanno nascendo sempre più elefanti senza zanne, e quindi "immuni" dalla minaccia della caccia.

I ricercatori del Mozambico che stanno studiando il fenomeno hanno infatti rilevato che, rispetto ad una media normale tra il 2 e il 4%, oggi il 30% della popolazione femminile di elefanti è sprovvisto di zanne. Un dato che troverebbe riscontro anche con un altro, rilasciato dall'Addo Elephant National Park in Sudafrica: anche lì è emerso che all'inizio degli anni 2000 il 98% delle femmine presenti non aveva zanne.

Una tendenza del genere dimostrerebbe quindi che la natura sta mettendo in atto una strategia difensiva indotta dall'esterno, che potrebbe portare un giorno la popolazione di elefanti a non avere più a che fare con i bracconieri.

Ovviamente, se da una parte la notizia ci rende felici, dall'altra ci mette in allarme: l'impatto ambientale delle azioni dell'uomo è così forte da obbligare intere specie viventi a riscrivere in pochi decenni il proprio codice genetico.

Tags: AnimaliNaturaElefanti
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