Un team di ricercatori ha sviluppato un vaccino contro l'Alzheimer: ottimi risultati sui topi - Curioctopus.guru
x
Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigarlo acconsenti al loro uso in conformità alla nostra privacy policy Ok
x
Un team di ricercatori ha sviluppato…
La natura passa al contrattacco: gli elefanti si stanno evolvendo per perdere le zanne e salvarsi dai cacciatori Un illustratore spiega i problemi della società contemporanea con dei disegni incredibilmente suggestivi

Un team di ricercatori ha sviluppato un vaccino contro l'Alzheimer: ottimi risultati sui topi

1.717
Advertisement

Una delle cose che ci si aspetta dai prossimi anni è il vaccino per l'Alzheimer; è da tempo che i ricercatori sono all'opera per preparare una sostanza sicura ed efficace, capace di agire sia sui casi di Alzheimer conclamato che su pazienti a rischio. Una notizia promettente arriva dallo studio dell'Università del Texas, i cui ricercatori hanno trovato un vaccino che ha dato ottimi risultati sui test animali. 

immagine: pixabay.com

I ricercatori hanno affermato che il vaccino testato è stato in grado di ridurre due proteine responsabili dello sviluppo dell'Alzheimer; le beta-amiloidi e le proteine tau. Nell'esperimento condotto su topi, la sostanza ha ridotto del 40% la presenza delle proteine beta-amiloidi, e del 50% le tau. In termini pratici questo vuol dire ritardare di almeno 5 anni la malattia, allungando così l'aspettativa di vita di chi riceve la diagnosi.

Non è la prima volta che i ricercatori arrivano a sintetizzare un vaccino contro l'Alzhehimer, ma fino ad ora non è mai stato possibile superare l'ostacolo degli effetti collaterali provocati dal vaccino stesso. Gli scienziati sperano ora di poter passare presto alla sperimentazione sull'uomo, anche se non mancano gli scettici riguardo all'efficacia; i test su animali, infatti, hanno il difetto di non prevedere eventuali risposte immunitarie dell'organismo umano.

La lotta contro l'Alzheimer, tuttavia, non si fermerà con il vaccino; si tratta infatti di una malattia degenerativa che inizia a svilupparsi anche 20 anni prima dell'esordio. Rimarrebbe quindi molto difficile individuare le persone a cui somministrare il vaccino, tenendo in considerazione il fatto che i test per il rischio sono ad oggi molto costosi.

Bisognerà lavorare su più fronti, dunque, al fine di porre fine ad una malattia insidiosa che, entro il 2060, ci si attende interesserà 14 milioni di persone. 

Source:

Tags: SaluteMedicina
Advertisement

Lascia il tuo commento!

Ti è piaciuta questa storia?

Clicca su "mi piace" e non perderti le migliori.

×

Già sono fan, grazie