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Il Nobel alternativo va all'uomo che ha trovato il modo di far crescere gli alberi anche nel deserto

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Avete mai sentito parlare del Nobel alternativo? Come suggerisce il nome, non è un vero e proprio Nobel – il più alto riconoscimento a chi apporta "i maggiori benefici all'umanità"–, ma non per questo motivo può essere considerato di scarso valore. Al contrario, è un premio che riconosce l'impegno di coloro che trovato soluzioni pratiche alle più urgenti problematiche ambientali e sociali del mondo.

Il Right Livelihood Award 2018– questo il nome ufficiale del "quasi Nobel" – è stato assegnato a Tony Rinaudo, un agronomo australiano, che è riuscito a trovare un modo naturale e a basso costo per far crescere gli alberi anche nel deserto africano.

Lontano dai riflettori, da 20 anni Tony Rinaudo salva i territori africani dalla desertificazione e dalla deforestazione, riuscendo a far ricrescere gli alberi anche nelle zone desertiche: dall'inizio della sua permanenza in Niger, in cui si concentra la sua attività, ha fatto ricrescere oltre 200 milioni di alberi, salvando di conseguenza almeno 2,5 milioni di abitanti.

In cosa consiste la sua tecnica? Tony Rinaudo ha iniziato, come tutti coloro che cercano di migliorare le condizioni delle popolazioni africane, aiutando i contadini a coltivare i campi e insegnando loro le giuste tecniche. I risultati, però, erano scarsi e Rinaudo si rese presto conto che non avrebbero mai beneficiato di un miglioramento consistente in quel modo.

Rinaudo iniziò a pensare che non era solo la deforestazione e la desertificazione il problema che minacciava la sopravvivenza dei popoli, ma anche alcune abitudini di quest'ultimi: in particolare, gli abitanti dei villaggi sradicavano le radici degli alberi secche lasciate dal taglio o seccate dal clima per accendere il fuoco necessario a diverse attività quotidiane. 

Le radici, però, non erano completamente secche; Rinaudo scoprì che da queste potevano nascere velocemente nuovi alberi se conservate e curate adeguatamente. L'agronomo australiano parla di un vero e proprio "bosco sotterraneo", fatto dalle radici che aspettano solo di essere tutelate e curate.

Cambiare le abitudini delle persone dei villaggi è stato il fulcro di tutta la sua attività rivoluzionaria; ed è così che ora altri 22 paesi africani stanno mettendo in pratica la sua tecnica.

Ciò che ha contribuito a rendere questa scoperta degna di un Nobel alternativo è il suo costo: solo 20 dollari a ettaro!

Tags: GreenScoperteAmbiente
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