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Secondo la scienza, i bambini che sono stati sgridati di continuo sono depressi e hanno bassa autostima

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Qualsiasi genitore vi dirà che accudire un bambino piccolo può essere davvero frustrante, a volte. Nonostante i nervi siano messi a dura prova, gli esperti dell'educazione ribadiscono che non è mai appropriato sbraitare contro un bambino. Secondo uno studio pubblicato sulla Rivista dello Sviluppo del Bambino, gridare costantemente ai bambini può avere un effetto devastante su di loro, al pari di quelli che seguirebbero una violenza fisica.

Il risultato dello studio può sembrare esagerato, ma non è altro che la conclusione seguita a studi scientifici. Sempre le stesse indagini hanno anche messo in evidenza che urlare non fa sembrare il genitore più autoritario. 

immagine: pexels.com

Urlare non fa essere più autoritari. Al contrario fa apparire fuori controllo davanti agli occhi dei bambini e quindi deboli. Questo è solo il secondo motivo per cui non urlare, che segue quello che riguarda la salute mentale dei bambini stessi.

È stato visto che i bambini cresciuti in famiglie in cui è frequente l'uso del tono di voce esageratamente alto hanno maggiori probabilità di avere bassa autostima e di essere depressi. Possono svilupparsi problemi comportamentali e attacchi di ansia. 

Pensate ad una volta in cui i vostri genitori vi hanno sgridato severamente rivolgendovi un tono minaccioso e alto: riuscite a ricordare cos'è che ha scatenato quella reazione e le parole che vi hanno rivolto? Probabilmente no. Questo perché un bambino, quando vede un genitore perdere completamente il controllo, è spaventato a morte. 

Il genitore, non bisogna mai dimenticarlo, è una persona più grande fisicamente che fornisce cibo, riparo e amore ad un bambino: ovvero tutto ciò di cui ha necessità per sopravvivere. Quando questa stessa persona perde il controllo, nel bambino si sviluppa un doloroso senso di insicurezza, come se in quel momento gli venissero a mancare tutte le certezze. 

immagine: Kozo Tada/Flickr

Chiaramente, qui non si sta parlando di non gridare quando vostro figlio si avvicina pericolosamente ad una strada trafficata. Stiamo invece parlando di quando l'urlo viene usato come forma di correzione. 

Come afferma il dottor Alan Kazdin, professore di psicologia e psichiatria infantile all'Università di Yale, urlare non è una strategia educativa è una forma di sfogo del genitore. Non è efficace e quello che provoca sono solo complicazioni nella sfera psicologica e sociale del bambino.

La domanda, a questo punto, è lecita: come si fa a non urlare? Quali sono i metodi alternativi?

Per quanto possa sembrare banale, il segreto sta nel cambiare un'abitudine: dall'urlare si deve passare al parlare. Si può pensare di unire un certo senso dell'umorismo ai rimproveri – funzionano, anche meglio di quando si è seri al 100% –, e di imparare il rinforzo positivo. Secondo questa strategia, prima di passare ad un "rimprovero", bisogna sottolineare ciò che di buono ha fatto il bambino oppure dimostrare di comprendere il motivo per cui si è comportato in quel modo.

Ad esempio, invece di urlare  "Non rubare i giochi al bambino!", è più opportuno chiamare il bambino e dirgli: "So che ti piace tanto quel tipo di gioco e che ne vorresti uno anche tu, ma quello non è un tuo giocattolo. Chiedi se puoi giocarci solo per un po'".

Vedrete, abbandonare una brutta abitudine come quella dell'urlare – come se non ci fosse altro tono di voce per dialogare con il proprio figlio – porterà incredibili benefici alla vostra salute mentale e al percorso di crescita del bambino. 

Sources:

Tags: ScienzaBambiniUtili
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