Nel sud-est asiatico, i cuccioli di elefante separati dalle madri e sottomessi all'uomo per il 'Bene' del turismo - Curioctopus.guru
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Nel sud-est asiatico, i cuccioli di elefante separati dalle madri e sottomessi all'uomo per il 'Bene' del turismo

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Il boom turistico che da qualche anno rende la Thailandia una delle mete turistiche più ambite ha visto, di pari passo, un aumento spropositato del maltrattamento degli elefanti, soprattutto dei cuccioli: chi arriva in Thailandia, infatti, vuole assolutamente fare la tradizionale passeggiata sulla groppa dell'elefante.

Ma quello che si nasconde dietro questa tipica avventura è così atroce che adesso anche le agenzie di viaggio e quelle pubblicitarie stanno prendendo una posizione contro questa pratica. 

L'orribile processo di addomesticamento che rende gli elefanti capaci di far fare agli umani queste passeggiate, dovrebbe far passare la voglia di raggiungere la Thailandia solo per scattarsi una foto su questi animali. 

I cuccioli di elefante sono separati dalla madre molto presto.

Il primo step del processo di addestramento prevede l'allontanamento prematuro dalla famiglia, soprattutto dalla madre. I baby-elefanti sono molto richiesti da chi gestisce le passeggiate in centri turistici perché sono molto più facili da addestrare ed hanno un prezzo molto più elevato sul mercato nero. 

Spesso e volentieri gli elefanti adulti, che proteggono spontaneamente i cuccioli in situazioni di pericolo, vengono uccisi brutalmente. Questa pratica, insieme alla caccia per la sottrazione dell'avorio dalle zanne, ha contribuito allo spopolamento degli elefanti asiatici nei loro habitat naturali, avvenuto in maniera massiccia nell'ultimo secolo.

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Phajaan, la "distruzione dell'anima" a cui i cuccioli di elefante vanno incontro.

immagine: Jon Hurd/Flickr

Dopo essere stati catturati e separati dalle loro famiglie, gli elefanti vengono sottoposti ad una barbara pratica che prende il nome di "phajaan", letteralmente "frattura dello spirito". L'obiettivo di questa pratica è quello di assoggettare completamente l'animale all'essere umano con tecniche violente.

Gli elefantini sono legati e costretti a stare in spazi molto piccoli, in cui non hanno nemmeno la possibilità di muoversi. I loro corpi vengono poi ripetutamente colpiti con oggetti contundenti e bastoni. 

Questo serve ad incutere paura nell'elefante, che alla fine dell'addestramento sarà sottomesso agli ordini dei suoi aguzzini. La pratica ha evidenti effetti psicologici e fisici sull'animale.

Non basta evitare di salire sugli elefanti per non alimentare questa violenza.

Il ritmo sbalorditivo con cui la popolazione di elefanti è diminuita in Asia - e non solo - ha allarmato le associazioni in difesa dei diritti animali, ma sta smuovendo anche le coscienze delle agenzie di viaggi.

Alcune agenzie chiedono in maniera esplicita, ai propri clienti diretti in Thailandia e negli altri paesi in cui è diffusa la tradizione, di non salire sugli elefanti per fare le escursioni durante la loro vacanza. Nel 2016, oltre 160 compagnie di viaggio hanno smesso di offrire questo tipo di attività e il colosso TripAdvisor ha ritirato la pubblicità a tutti i centri che ancora utilizzano gli elefanti come attrazione turistica.

Mentre rifiutarsi è sicuramente la scelta più responsabile ed efficace che si possa fare per proteggere gli elefanti, ci sono altri modi in cui è possibile farlo: scegliere agenzie di viaggio che dichiarano apertamente di non collaborare con i siti che sfruttano gli animali, ad esempio, è un altro.

Salire sulla groppa di animali seviziati fin dall'infanzia non è un modo per esplorare una meta turistica e un motivo per divertirsi! 

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