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7 importanti scoperte archeologiche…
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7 importanti scoperte archeologiche che non sapevi fossero state fatte per PURO CASO

04 Luglio 2018 • di Claudia Melucci
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Quando sentiamo parlare di archeologia ci immaginiamo un team di esperti intenti a spazzolare e scavare in un posto in cui sospettano fortemente che ci sia qualcosa di antico e prezioso. Quello che non ci aspettiamo è che molte delle scoperte archeologiche siano state fatte per puro caso da persone che con l'archeologia ci hanno poco o nulla a che fare. Perfino importanti reperti archeologici sono stati scoperti così: tutto grazie ad un colpo di fortuna!

L'esercito di terracotta, trovato da dei contadini durante lo scavo di una buca in un campo.

immagine: scott1346/Flickr

Nel 1974 dei contadini cinesi trovarono i primi tre degli oltre settemila guerrieri in terracotta, posti a sorvegliare la tomba del primo imperatore della Cina, Qin Shi Huangdi. Li scoprirono mentre scavavano una buca in quello che era un campo di alberi da frutto.

L'esercito di terracotta è considerato essere la scoperta archeologica più imponente di tutti i tempi: non solo è importante per il numero di pezzi ritrovati, ma anche per l'unicità di ognuno. Ogni soldato, infatti, ha un volto diverso ed ha con sé armi e vestiti non comuni a nessun altro guerriero: incredibile se si pensa che l'esercito conta circa 8000 esemplari, stando a quanto affermano le ultime ricerche. 

Secondo gli esperti, la funzione di una tale opera era la sorveglianza della tomba dell'imperatore, il quale voleva assicurarsi una vita nell'aldilà serena e senza alcuna fonte di disturbo.

Peccato che all'epoca non si sarebbe mai immaginato di vedere trasformata la sua tomba in un luogo affollato di turisti che si accalcano presso le centinaia di bancarelle di souvenir. 

Source: https://www.smithsonianmag.com/history/terra-cotta-soldiers-on-the-march-30942673/

La stele di Rosetta, utilizzata come pietra di costruzione di un edificio a Rosetta.

Nel 1799 alcuni ingegneri dell'esercito di Napoleone notarono una pietra diversa dalle altre incastrata nelle pareti del Fort Julien, nella città egiziana di Rosetta. Evidentemente a qualcuno serviva una pietra proprio di quelle dimensioni per continuare la costruzione di uno dei muri dell'edificio, nonostante avesse sulla superficie delle curiose scritte.

L'importanza della Stele di Rosetta risiede nel fatto che essa ha contribuito alla decifrazione delle scritture in geroglifico, fino ad allora incomprensibili per gran parte. Sulla roccia di basalto, infatti, la dedica al sovrano egizio Tolomeo V è riportata in tre grafie diverse, l'egiziano geroglifico, l'egiziano demotico e il greco antico: quest'ultimo era già una lingua abbastanza conosciuta ed il confronto con le parti in geroglifico permise la comprensione integrale della stele.

Source: https://www.historychannel.com.au/this-day-in-history/rosetta-stone-found/

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Bolle d'aria a forma di corpi umani, nel suolo dell'antica città di Pompei.

immagine: Mira Car/Flickr

Se avete visitato Pompei, sarete sicuramente rimasti colpiti dalle decine di corpi degli antichi abitanti della città sommersa dalla lava del Vesuvio, eruttato nel 79 d.C.. Vi sarete anche chiesti come si sono formati e come si sono mantenuti quei corpi ancora visibili oggi.

Se pensate che quei corpi siano davvero le persone di Pompei sommerse dalla lava inaspettatamente, vi sbagliate. Le cose sono andate diversamente.

Durante lo studio dell'area, gli archeologi notarono che gli scheletri delle vittime erano posizionati in strane bolle d'aria presenti nella massa di cenere, lava solidificata e suolo. Pensarono allora che quelle bolle d'aria si fossero create in seguito alla decomposizione del corpo ed ebbero l'idea di riempire con del gesso liquido quelle bolle. L'intuizione era corretta: le bolle d'aria erano dei veri e propri stampi dei corpi delle persone che non trovarono scampo dalla tragedia.

Quelli visibili oggi presso il sito di Pompei, sono degli stampi in gesso e non i corpi veri degli abitanti.

Source: http://www.slate.com/blogs/atlas_obscura/2015/03/12/plaster_casts_of_victims_bodies_at_pompeii_in_italy.html?via=gdpr-consent

Pitture murali del popolo Maya, nascoste sul muro della cucina di una vecchia casa.

immagine: Elelicht/Wikimedia

Molte persone hanno trovato dei tesori nel giardino di casa, chi in cantina o chi in soffitta: Lucas Asicona Ramirez ne ha trovato uno sul muro della sua casa. Stava ristrutturando la cucina togliendo la vernice sui muri, quando si accorse di un dipinto dalle sembianze antiche sul fondo. Gli esperti gli rivelarono poi che si trattava di una pittura murale del popolo dei Maya, risalente al 1800 a.C..

Lucas Asicona Ramirez non è l'unico a possedere un reperto simile in casa: successivamente, altri quattro abitanti dello stesso villaggio rivelarono di averne trovato uno in simili circostanze. 

Source: https://www.reuters.com/article/us-guatemala-murals/in-humble-home-guatemala-farmer-finds-ancient-maya-murals-under-plaster-idUSBRE89A1DZ20121011

I manoscritti del Mar Morto, trovati in un grotta da un beduino che rincorreva una pecora smarrita.

Nel 1947 un beduino scoprì una grotta nei pressi del Mar Morto e, per scoprirne la profondità, lanciò un sasso al suo interno. Dal suono emesso, capì che la pietra da lui scagliata aveva colpito una ceramica che poi si era rotta a causa dell'urto. La curiosità era troppa per non andare a vedere di cosa si trattava.

Fu così che il beduino scoprì alcuni dei famosi manoscritti del Mar Morto nei quali sono riportati i testi originali dei libri biblici e i relativi commenti. Si tratta di documenti scritti in ebraico, in aramaico e in greco su fogli di pergamena e papiro. Ad oggi sono stati rivenuti 900 rotoli, datati tra il 150 a.C. e il 70 d.C.. 

Il fatto curioso è che il beduino vendette i manoscritti ad un antiquariato di Betlemme per una ventina di dollari, ma qualche anno dopo gli stessi acquisirono un valore inestimabile: probabilmente l'uomo è ancora in qualche grotta del Mar Morto a lanciare sassi, con la speranza di trovare qualche altro rotolo. 

Img: Peter van der Sluijs/Wikimedia

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Una nave del 1700 trovata nelle fondamenta del World Trade Center

Nel 2010, durante i lavori di rifacimento del World Trade Center, gli operai rinvennero i resti di un'antica nave del XVIII secolo. L'analisi del legno di cui era fatta l'imbarcazione rivelò che si trattava di un legname raccolto nella Pennsylvania nel 1773.

Ma cosa ci fa una nave nel cuore di Manhattan? I lavori compiuti nella città all'epoca della costruzione della nave danno la risposta: pare infatti che alla fine del 1700 New York volle estendere la riva del fiume Hudson utilizzando qualsiasi materiale come basamento, una sorta di discarica a cielo aperto su cui poi sarebbero sorti i grattacieli. Nella discarica ci finì anche la nave.

Source: https://news.nationalgeographic.com/news/2014/07/140731-world-trade-center-ship-tree-rings-science-archaeology/

Le pitture della grotta di Lascaux, trovati fa quattro ragazzi ed un cane

immagine: Wikimedia

La scoperta della cava di Lascaux, nella Francia sud-occidentale, è definita una delle più fortuite e fortunate di tutti i tempi.

Furono quattro ragazzi ed un cane a trovare la grotta per la prima volta: durante una passeggiata si accorsero che un albero caduto aveva aperto un buco nel terreno. All'interno trovarono un grotta interamente decorata con pitture murali vecchie di 20.000 anni. 

Le pitture risalgono all'epoca in cui esisteva l'uomo Cro-Magnon, una forma antica di Homo Sapiens, e risultano essere estremamente dettagliate: pochi altri reperti sono conservati così bene come quelli della grotta di Lascaux.

Pochi anni dopo la scoperta, la grotta fu aperta al pubblico ma gli esperti ritennero che la presenza umana minacciava di rovinare le pitture in modo permanente: la grotta fu chiusa ed oggi solo pochi fortunati ne hanno accesso. 

Source: http://time.com/3879943/lascaux-early-color-photos-of-the-famous-cave-paintings-france-1947/#1

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