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Puoi far innamorare volutamente qualcuno…
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Puoi far innamorare volutamente qualcuno di te? Secondo la scienza sì: ecco come

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L'amore, che grande mistero! Quel sentimento enigmatico che artisti e poeti hanno rincorso per millenni. O forse no?

Oggi la scienza ci viene in aiuto nella comprensione dell'essere umano, persino nelle sue profondità emotive. La psicologia, ma anche la sociologia, la chimica e la biologia, hanno raccolto una grossa mole di dati sul nostro comportamento e hanno scoperto che è più prevedibile di quanto pensiamo. Tenere a mente queste costanti delle relazioni interpersonali, può aiutarci a non fare stupidaggini e ad aumentare le probabilità che una persona in particolare si innamori di noi. 

Primo appuntamento

immagine: pexels.com
  • Evitare il gelato! Cominciamo dalla prima uscita e con un consiglio molto pratico: MAI prendere un gelato al primo appuntamento! Alcuni studi hanno trovato una connessione tra il nostro calore corporeo e la predisposizione al contatto col prossimo. Proprio come quando nel linguaggio comune diciamo che quella "è una persona fredda" o che, al contrario, qualcuno è stato "molto caloroso con noi". Pare che in queste espressioni ci sia un fondo di verità letterale.

  • Inoltre, sin dai primi incontri, è bene fare attenzione al linguaggio del corpo e in particolare al contatto visivo. Anche guardarsi negli occhi è ritenuto segno di coinvolgimento dal senso comune e la scienza lo sta confermando. Ma c'è di più: non è soltanto vero che gli innamorati si guardando tanto negli occhi, ma anche che guardarsi tanto negli occhi ci fa innamorare. Ulteriori ricerche sembrano indicare che il contatto visivo prolungato avvicini due persone perché è come se rivivessero le passate esperienze d'amore inconsciamente, attualizzandole nella situazione presente.

Comunicazione a distanza

immagine: pexels.com
  • Al giorno d'oggi, la maggior parte delle interazioni con l'altra persona avvengono a distanza, tramite le moderne tecnologie di telecomunicazioni come cellulari e messaggistica istantanea. Per questo è importantissimo sapere come gestire la comunicazione telematica che costituisce il grosso del tempo che passiamo in contatto. In questa fase, è determinate costruire quello che i ricercatori Hopper e Knapp chiamano "l'idioma personale delle coppie": un linguaggio comune solo a voi due, fatto di battutine e scherzi che si citano a vicenda, piccole cose che vi siete detti durante il primo appuntamento o nelle comunicazioni precedenti e che col tempo diventano una sorta di grammatica emotiva.

  • Per produrre questo senso di intimità, potete anche condividere qualche episodio imbarazzante della vostra vita. Non abbiate paura di aprirvi un po': alcune ricerche sottolineano la forza di condividere qualcosa che viene percepito come un segreto. Da un lato farà sentire speciale l'altra persona, dall'altro vi farà sembrare sicuri di voi stessi perché non avete paura del giudizio altrui. 

  • Dopo un po', però, è bene farsi desiderare. Un altro dogma della saggezza popolare che la psicologia conferma: è consigliabile ritrarsi un po' e far sì che sia l'altro a cercarci. A una prima fase di comunicazione fitta, deve seguirne una in cui rallentate il ritmo, mettendoci di più a rispondere ai messaggi, facendo un po' i "preziosi". Questo farà capire all'altra persona quanto siete importanti nella sua vita, altrimenti il nostro cervello si abitua alla situazione e considera scontata la presenza dell'altro, svalutandola automaticamente.
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Consigli generali

  • Attenzione con i regali e le gentilezze varie: meglio riceverli che farli. Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, scoprì questo curioso paradosso psicologico che oggi porta il suo nome ed è stato confermato dalle ricerche scientifiche: chi ti ha fatto già un favore, è probabile che te ne farà un altro. E, di convesso, chi riceve un favore non è detto che ricambi. Il punto è questo: quando facciamo un gesto carino per qualcuno, ribadiamo a noi stessi quando lo stimiamo, quanto lo consideriamo importante e rinforziamo questo sentimento. Mentre ricevere un regalo o una gentilezza non provoca solo sentimenti positivi come la gratitudine, ma anche un certo senso di debito che potremmo inconsciamente legare a quella persona, finendo per sentire disagio in sua compagnia.

Infine, per riassumere il senso di tutto questo discorso, cercate di legare alla vostra persona delle emozioni positive. L'altro deve provare piacere a pensarvi e desiderio di sentirvi e di vedervi. Non dovete essere un peso o un impegno che ha preso, ma un premio che non vede l'ora di avere.

Tags: UtiliPsicologiaAmore
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