Maria Agnesi: una delle più grandi menti matematiche... che la storia ha quasi dimenticato - Curioctopus.guru
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Maria Agnesi: una delle più grandi…
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Maria Agnesi: una delle più grandi menti matematiche... che la storia ha quasi dimenticato

28 Giugno 2018 • di Alessandro Lolli
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Pitagora, Cartesio, Newton, sono solo alcuni dei grandi matematici che hanno rivoluzionato la scienza nel corso dei secoli. Tutti uomini? Non proprio. Oggi vi vogliamo raccontare di una grande matematica che è vissuta nel diciottesimo secolo, nell'età dei lumi, periodo storico di grande fermento scientifico in cui però, non era affatto semplice emergere per una donna.

Si chiamava Maria Agnesi ed era italiana.

Maria Gaetana Agnesi nacque a Milano nel 1718, da una famiglia di ricchi imprenditori tessili. Si mise subito in mostra come bambina prodigio: a sei anni parlava correttamente italiano e francese, a undici aveva imparato anche il latino, il greco, l'ebraico e lo spagnolo. Il padre la chiamava Oracolo Settilingue e la faceva esibire davanti ai suoi ospiti dell'alta società. In questo clima, Maria perfezionò i suoi studi classici, ma fu la matematica la sua vera vocazione.

Nel 1740, a soli 22, Maria divenne assistente di padre Ramiro Rampinelli, professore fisica e matematica a Milano nel monastero degli Olivetani di San Vittore e nel 1748 pubblicò l'opera che la rese famosa: Istituzioni analitiche ad uso della gioventù italiana. Le "Istituzioni" di Agnesi furono una pietra miliare nella storia del pensiero scientifico per almeno due motivi. Intanto fu il primo manuale di matematica redatto da una donna. E poi era scritto in italiano. Era ancora in uso all'epoca, ben duecento anni dopo la bibbia tedesca di Lutero, scrivere i trattati scientifici in Latino, come i famosi "Principia" di Newton.

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immagine: Wikimedia

Maria, che conosceva benissimo il latino, scelse di scrivere in una lingua viva affinché fosse più comprensibile per i suoi connazionali e questo favorì la traduzione del testo che vide la luce anche in francese e in inglese. Il lavoro di Maria Agnesi ricevette il plauso unanime della comunità scientifica europea che ne sottolineò la chiarezza espositiva e la capacità di rileggere i lavori di tanti matematici sparsi nello spazio e nel tempo, per poi riordinarli in formule e discorsi coerenti.

 

Negli anni cinquanta del secolo, Maria Agnesi ottenne la cattedra di matematica all'Università di Bologna, altro traguardo che nessuna donna prima di allora aveva mai raggiunto. Devota cristiana non percepì mai un contrasto tra la religione e la scienza, come Galileo prima di lei e, verso la fine della sua vita, fu considerata anche una teologa.

Nonostante questo, era di idee liberali per la sua epoca almeno per quanto riguarda la condizione delle donne e sostenne sempre che bisognava dare loro un'istruzione pari a quella degli uomini.

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