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Tutti i segreti dello Stanley Hotel, l'albergo spettrale in cui nacque il magnifico 'Shining' di Kubrick

15 Giugno 2018 • di Alessandro Lolli
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È il 1974 quando il giovane Stephen King, che ha un romanzo all'attivo ed è un astro nascente dell'horror, finisce in un vecchio hotel ai piedi delle montagne rocciose del Colorado. Si trova lì con la sua famiglia, è quasi inverno. L'albergo sta per chiudere e loro sono gli unici ospiti. Le sedie rovesciate sui tavoli, i grandi spazi disabitati, che un tempo dovevano essere sfarzosi, trasmettono un'atmosfera inquietante.

Non c'è neanche bisogno di dire quale romanzo nacque quella notte.

Parliamo ovviamente di Shining, il capolavoro della letteratura horror da cui Kubrick trasse un altro capolavoro per il cinema.

immagine: Sgerbic/Wikimedia

L'hotel in questione si chiamava Stanley Hotel, proprio come il regista che portò il libro di King sul grande schermo.

L'albergo ha una storia particolare, in cui si mischiano fatti e leggende, vero e falso, indagini degli scettici e supposizioni dei cercatori di fantasmi e che, alla fine dei conti, è diventata occasione per rilanciare il luogo, oggi noto anche come Shining Hotel, che ospita molte attività legate alla sua nomea. Ma procediamo con ordine.

Lo Stanley Hotel, in cui lo stesso King alloggiò con la sua famiglia e da cui trasse ispirazione, fu costruito nel 1909.

immagine: Greudin/Flickr

Freelan Oscar Stanley fu un imprenditore e un inventore statunitense che conobbe una certa fortuna a all'inizio del secolo scorso. Nel 1909 terminò le costruzioni dello Stanley Hotel, situato in una zona di montagna, sotto consiglio del suo medico che gli aveva consigliato aria fresca come cura per la tubercolosi.

Stanley fu da subito molto selettivo con la sua clientela. Accettava solo ospiti dell'alta società e, durante la prima guerra mondiale, quando c'era davvero poco traffico di persone, presenziava personalmente la reception per giudicare i pretendenti. Tra gli ospiti più famosi del suo albergo ci furono Theodore Roosevelt e l‘imperatore del Giappone Hirohito.

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Stanley aveva acquistato il terreno dal conte di Duraven, un nobile irlandese che è annoverato tra i tanti spiriti che i cercatori di fantasmi attribuiscono al luogo. Il Conte comparirebbe nelle finestre della stanza 407, le cui luci si accendono e si spengono da sole proiettando la sua faccia sui vetri.

Tutto il quarto piano sembra molto infestato a sentire i moderni Ghostbuster, soprattutto la stanza 401 che ospiterebbe un ladro fantasma ed è quella in cui si sente più forte il rombo dell'ascensore che svolge un ruolo centrale in Shining.

E tuttavia il secondo piano non è da meno. Fu lì infatti che soggiornò King nella stanza 217 (diventata 237 nel film) diventata oggi un luogo di culto. Durante le riprese di "Scemo più scemo", Jim Carrey volle a tutti i costi occuparla ma la abbandonò dopo poche ore e non disse a nessuno cosa gli fosse successo.

La 217 era stata al centro delle cronache locali qualche decennio prima. Nel 1917, la capo governante Elizabeth Wilson fu vittima di uno strano incidente. Mentre accendeva una lanterna nella stanza, quest'ultima esplose facendo crollare il pavimento sotto i piedi della Wilson. La governante sopravvisse ma i resoconti della stampa danno versioni molto diverse dell'evento e non esistono foto di questa signora. Cosa accadde e chi ci fosse dentro la 217 è diventato uno dei misteri centrali del luogo.

immagine: Unknown

Il film di Kubrick non è stato girato allo Stanley che, per esempio, non ha mai avuto un labirintico giardino di siepi, ma in una serie di alberghi diversi. Nonostante ciò, lo Stanley, che era quasi in rovina quando ospitò King, beneficiò enormemente della fama derivata dal romanzo e dal film, nonché da tutte le leggende che presero a fiorire (o a rifiorire) intorno al posto.

Oggi l'albergo attira folle di curiosi e ha mantenuto molti spazi comuni come apparivano agli inizi del secolo, compresa la famosa stanza 217.

Dal 2013 al 2015 ha ospitato lo Stanley Film Festival, una rassegna di film horror indipendenti e ad Halloween dà un ballo in costume tema anni Venti: proprio come la famosa, e terrificante, foto che chiude il film di Kubrick.

Tags: CinemaStorieLuoghi
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