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Il gatto: l'animale da compagnia che è riuscito ad addomesticarsi da solo

24 Maggio 2018 • di Claudia Melucci
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La storia dei gatti è inevitabilmente legata quella dell’uomo. Più di 10.000 anni fa, nelle fertili terre del Medio Oriente, i gatti si avvicinarono sempre di più agli umani, principalmente perché vicino ai loro raccolti avevano la possibilità di cacciare molti topi. Mentre questi felini gestivano la piaga dei roditori, uomini e donne decisero di occuparsi di loro. Potremmo dire che così iniziò questo particolare rapporto tra gatto e uomo, anche se divennero veri animali da compagnia solamente in epoca egiziana.

 

In Egitto che il gatto venne elevato da animale domestico a divinità.

immagine: pixabay.com

Ogni primavera, a Bubastis si raccoglievano oltre mezzo milione di persone per celebrare la sacra festa della dea dell’amore e della fertilità, Bastet (la quale aveva le sembianze di un gatto).

Il gatto cominciò a viaggiare quando commercianti e navigatori fenici introdussero nell'antico Egitto arpe e liuti. Quando scoprirono le peculiarità del gatto africano addomesticato ne rimasero così affascinati da decidere di farli salire sulle loro navi.

Per questo motivo dai fenici in poi, i gatti divennero una presenza immancabile sulle imbarcazioni. E non c’era nave che partisse senza avere a bordo dei gatti, visto che questi piccoli animali difendevano le provviste dalle razzie dei topi.

 

I gatti domestici sono ancora molto simili a quelli selvatici.

immagine: pexels.com

Tornando ai nostri giorni, un recente studio realizzato dall’Università di Lovanio, in Belgio, effettuato sul DNA di più di 200 gatti nell'arco degli ultimi 9.000 anni, ha evidenziato che i gatti selvatici e quelli domestici, non presentano in realtà molte differenze genetiche. Uno dei pochi tratti originali è possibile vederlo nella razza soriana, anche detta tabby (caratterizzata da una pelliccia rigata).

Lo studio ha messo in luce che i gatti soriano, comparvero tardivamente, solamente durante l’epoca medievale, prima in Asia, poi in Europa e successivamente in Africa.

 

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Divennero dei compagni domestici, senza cambiare troppo.

immagine: pixabay.com

Secondo la genetista evolutiva Eva-Maria Geigl i gatti domestici sono ancora simili ai loro antenati, ma a differenza di loro non più così solitari (tollerando attualmente sia gli uomini che i loro stessi simili).

Inoltre a differenza dei cani, i quali furono uno dei primi animali ad essere addomesticati dall'uomo (per dei compiti specifici), i gatti non furono scelti a seconda della loro razza. Nel caso dei cani la selezione di particolari caratteristiche influì sulla molteplicità di specie che possiamo vedere attualmente nel mondo canino.

Questo non accadde con gatti, perché secondo la studiosa non avevano bisogno di essere sottoposti a un processo di selezione. Erano perfetti così com'erano.

Tags: AnimaliGattiStoria
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