Ritrovate nel Monastero di S. Caterina pergamene cancellate e riscritte di cui non si conosce la lingua - Curioctopus.guru
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Ritrovate nel Monastero di S. Caterina…
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Ritrovate nel Monastero di S. Caterina pergamene cancellate e riscritte di cui non si conosce la lingua

22 Aprile 2018 • di Claudia Melucci
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Il Monastero di Santa Caterina nel Sinai è un luogo impregnato di storia e cultura: qui, nel passato, si sono intrecciate le principali religioni monoteiste, e del loro incontro ne rimane ancora testimonianza. Si tratta di un luogo sacro al Cristianesimo perché sul monte Horeb, ai cui piedi si trova proprio il monastero, Mosè ricevette le tavole dei comandamenti e sentì la voce di Dio che lo esortò a liberare il popolo israeliano dall'oppressione egizia. Ma è un luogo di culto anche per l'Islam, perché qui Maometto trovò rifugio. 

Ad essere un vero e proprio tesoro prezioso è la biblioteca situata al suo interno.

Nella biblioteca del monastero si trovano custoditi un grande numero di pergamene e manoscritti di varie epoche: sono in uno stato di conservazione perfetto a causa del clima secco, ma anche per l'isolamento in cui versa la struttura, che nei secoli è sfuggita in questo modo a conquiste e battaglie. 

La collezione di documenti è seconda, in termini di ricchezza e vastità, solo a quella vaticana.

La particolarità di queste pergamene è che risultano essere sovrascritte più e più volte: questo a causa della scarsità di nuovi fogli su cui i monaci ammanuensi potevano scrivere. Quest'ultimi, quindi, finirono per cancellare gli scritti più vecchi con il succo di limone e con degli utensili appuntiti, e riutilizzare i fogli per le nuove scritture.

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Gli esperti, attraverso l'utilizzo di tecnologie moderne, sono stati in grado mettere in luce le scritture più recenti così come quelle più antiche che i monaci tentarono di cancellare.

Analizzando i testi, gli esperti hanno constatato che alcuni scritti risalivano ad epoche così remote che le lingue non erano nemmeno conosciute, come l'aramaico cristiano palestinese e l'albanese caucasico. 

Ecco i motivi per cui i documenti che si trovano tra le mura della biblioteca hanno un così elevato valore storico, e non solo per chi si occupa di lingue antiche. Attraverso questi antichi documenti si ha la possibilità di ricostruire tutti i passaggi che hanno condotto ad una situazione conflittuale tra il Cristianesimo e l'Islam.

Emerge, infatti, che non sempre le due religioni sono state in contrasto: al contrario, risulta che in passato alcuni scritti cristiani venivano addirittura diffusi in lingua araba.

immagine: emel-library.org

Come sostiene Padre Justin Sinaites, bibliotecario del monastero da oltre dieci anni, "non è possibile capire i problemi del mondo oggi, senza capire la storia di questa parte del mondo”.

Salvaguardare questo luogo significa conservare una porzione di passato che accomuna tutti noi: purtroppo, l'ubicazione del monastero attualmente non è così fortunata come invece lo è stata in passato. Questo magnifico luogo colmo si storia, cultura e religione è stato oggetto di attacco dai terroristi dell'Isis. 

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