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Prima della colonizzazione europea, in Amazzonia esisteva una civiltà di oltre 1 milione di persone

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Se dovessimo pensare ad un luogo incontaminato della Terra, indicheremmo senza dubbio la foresta amazzonica. Questa vasta macchia verde sulla superficie del pianeta l'abbiamo sempre considerata 'vergine', mai modificata dall'uomo se non per quei pochi villaggi sparsi qua e là tra la vegetazione. Una nuova scoperta archeologica, però, è pronta a ribaltare questa credenza della Storia: il problema è che l'archeologia e l'antropologia hanno sempre ragionato perlopiù con una mentalità 'Occidentale', che considerava quindi il Vecchio Continente come unico fulcro della civiltà: invece, proprio nell'Amazzonia, sembra essere esistita una popolazione organizzata e costituita da oltre un milione di persone.

81 siti di recente scoperta, sparsi nella foresta amazzonica: città fortificate, strade e fattorie che potrebbero essere i resti di una civiltà di oltre un milione di persone, esistita tra il 1250 e il 1500.

Sui libri di Storia vengono riportati numerosi avvenimenti accaduti proprio tra il 1250 e il 1500: ma nessuno di questi accenna all'esistenza di una civiltà di oltre un milione di persone nel cuore dell'Amazzonia. Secondo Jonas Gregorio de Souza, l'autore principale dello studio che mette in luce la scoperta archeologica, si tratta di un'ipotesi mai vagliata dall'archeologia e dall'antropologia, secondo le quali civiltà complesse non avrebbero potuto sorgere in regioni tropicali: un'idea nata ed alimentata dalla centralità occidentale che è durata per secoli. 

Prima della colonizzazione europea, l'Amazzonia era già popolata e non solo da villaggi sporadici.

I ricercatori si sono concentrati nella regione brasiliana del Mato Grasso: qui è stata rinvenuta una fitta rete stradale, fattorie e villaggi fortificati. Le strutture si trovano scavate nel terreno, sono dotate di fossati per la difesa, strade lastricate e piazze, e raggiungono altezze anche di 400 metri. 

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Le strutture archeologiche sono state ritrovate perlopiù nella regione del Mato Grasso, in cui la foresta umida lascia spazio alla arida savana, ma secondo gli esperti gli insediamenti potrebbero trovarsi anche altrove.

Ad avvalorare la tesi per cui si tratterebbe di grandi insediamenti umani è il terreno ricco di nutrienti, che lascia pensare a delle coltivazioni intensive.

L'area individuata potrebbe essere stata la dimora un milione di persone nel periodo di massimo sviluppo, ovvero tra il 1250 e il 1500.

Gli esperti sono più che convinti che nella giungla si trovano dispersi altri siti da scoprire e che potrebbero rivelare una verità mai considerata prima: la foresta amazzonica non è come l'abbiamo creduta, come la Storia ce l'ha fatta conoscere, ovvero come un polmone verde ostile alla presenza umana.

Anzi, per Jonas Gregorio de Souza sono semplicemente incredibili le modalità con cui questa antica civiltà è riuscita a stabilirsi in un territorio così ricco di insidie per l'uomo.

"Molte parti delle Americhe considerate attualmente foreste incontaminate sono in realtà orti abbandonati", ha riferito l'archeologo Christopher Fisher: la giungla che vediamo oggi potrebbe non essere altro che ciò che ha lasciato un'antica agricoltura sostenibile che ha dato da mangiare ad oltre un milione di esseri umani. 

 

Sources:

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