Da San Nicola a Santa Claus: ecco la storia più bella da raccontare a Natale - Curioctopus.guru
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Da San Nicola a Santa Claus: ecco la storia più bella da raccontare a Natale

11 Dicembre 2017 • di Marco Renzi
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Quello che tutti conosciamo come San Nicola di Bari (o San Nicola Vescovo di Myra) è uno dei personaggi più venerati in tutto il mondo, che vanta innumerevoli riferimenti e leggende sia nella tradizione cattolica che in quella ortodossa.

Le sue reliquie sono conservate a Bari, dopo che una spedizione di marinai e sacerdoti le trafugarono dalla cattedrale di Myra nel 1087. Il santo è considerato da sempre protettore dei bambini, dei marinai, delle fanciulle in età da matrimonio e in generale di tutti i poveri e i bisognosi. Ma come si è arrivati a trasformare questo vescovo nel paffuto personaggio che chiamiamo Babbo Natale?

L'origine della famosa generosità di San Nicola va ricercata nelle tante leggende che ne descrivono le azioni. Una di queste racconta che prima di essere ordinato vescovo si imbatté in una famiglia caduta in miseria. Il padre, disperato e incapace di trovare soluzioni, aveva preso la decisione di avviare le tre figlie alla prostituzione. Così Nicola fece scivolare di nascosto nella finestra tre sfere d'oro, grazie alle quali le ragazze evitarono l'infausto destino ed ebbero la dote necessaria per sposarsi.

Dopo la sua morte la figura del santo divenne molto popolare e varie culture del Mediterraneo e del Nord Europa iniziarono a celebrarne il culto, ognuna con declinazioni leggermente diverse nel nome e nell'iconografia. Per secoli si andò avanti attendendo l'arrivo di San Nicola che portava doni ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, finché la Riforma protestante, nel Cinquecento, non abolì il culto dei santi in gran parte dell'Europa del Nord.

Nacque così un problema: senza la figura di San Nicola, chi avrebbe recapitato i doni ai bambini nel mese di dicembre?

Fu in quel momento che nacque il collegamento tra San Nicola e il Natale. Si pensò di far portare i doni a Gesù Bambino, ma la figura di un neonato non era credibile. Fu così lentamente creata una figura più forzuta e bonaria, che avrebbe affiancato Gesù in questo nobile compito, da svolgere non più il 5 ma il 24 dicembre (anche se in alcune parti d'Europa la tradizione del 6 dicembre è sopravvissuta).

Successivamente i coloni olandesi portarono il culto di San Nicola e dei suoi aiutanti nel Nuovo Mondo, anche se lì il Natale rimase per molto tempo una festa poco celebrata. Nei primi decenni dell'Ottocento però, vari poeti e scrittori iniziarono a trasformare il Natale in una festa di famiglia, e recuperarono la leggenda di San Nicola. Si delineò lentamente la figura di un uomo impellicciato che porta i doni ai bambini buoni passando di tetto in tetto, su un carro trainato da una renna.

Con il tempo il carro divenne una slitta, le renne divennero otto e, alla fine dell'Ottocento, apparve per la prima volta l'illustrazione di un adulto corpulento, barbuto e vestito di rosso che parte dal Polo Nord per portare i doni ai bambini buoni.

Con la complicità dello spot Coca Cola e delle vicende politiche che hanno portato gli Stati Uniti in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, Santa Claus tornerà poi nel Vecchio Continente con una migrazione all'inverso, sostituendo quasi ovunque le figure dei portatori di doni del periodo natalizio.

Tags: NataleCulturali
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