Carne cresciuta in laboratorio: perché l'allevamento potrebbe passare a questa nuova forma? - Curioctopus.guru
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Carne cresciuta in laboratorio: perché…
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Carne cresciuta in laboratorio: perché l'allevamento potrebbe passare a questa nuova forma?

10 Aprile 2017 • di Claudia Melucci
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A quanto pare la questione del mangiare proteine animali, in particolare la carne, è ben più seria di quello che tutti pensavamo: il mondo in cui viviamo sta subendo da decine di anni un cambiamento molto importante che a lungo andrà ad intaccare la nostra normale alimentazione, tanto da poterci costringere prima o poi a mangiare carne prodotta in laboratorio. Sì, carne a tutti gli effetti, cresciuta però all'interno di una Petri. Se finora non lo abbiamo mai fatto, è giunto il momento di capire in maniera più approfondita cosa significa mangiare carne ora, e negli anni a venire. Siamo sicuri che coinvolga solo gli animali? 

via: alphr.com

No, mangiare carne è un discorso che si allarga all'ambiente, alla disponibilità di risorse fossili e al consumo di acqua.

Non è un discorso fatto da un vegetariano ai vegetariani. Presto scegliere di mangiare carne o meno, non sarà una decisione personale ma che avrà ripercussioni globali. L'allevamento animale contribuisce per il 18% alla quantità di gas serra emessi, e le sostanze gassose prodotte (metano e ossido nitrico) sono ben più nocive del diossido di carbonio di cui tanto si parla. 

Se questo fatto non vi tocca, ce n'è un altro ben più visibile: l'allevamento industriale richiede spazi enormi e altrettante risorse. Un report del 2003 mette in evidenza come l'allevamento intensivo americano consumi sette volte più grano rispetto alla popolazione umana nella stessa area. La quantità di grano potrebbe nutrire un equivalente di 840 milioni di persone.

Non solo i campi dedicati alla coltivazione di grano per alimentazione animale potrebbero essere impiegati per quella umana, ma da considerare c'è anche il consumo di carburanti fossili e di acqua che l'allevamento di bestiame richiede. 

Alla luce di questi dati, che in futuro diverranno insostenibili, è normale che la scienza si adoperi per individuare una soluzione.

Oltre alla possibilità che tutto il mondo diventi vegetariano, c'è quella di mangiare carne cresciuta in laboratorio: non è una novità, in quanto già nel 2013 è stato cotto e mangiato un hamburger di derivazione non animale. Il problema di allora però era il costo del processo, assolutamente non paragonabile al prezzo di mercato della carne tradizionale. Anche oggi le tecniche non permettono di renderlo competitivo, ma i ricercatori sono sicuri che entro il 2020 la scelta tra l'una e l'altra opzione sarà equa, almeno in termini economici. 

Per accettare il fatto che prima o poi probabilmente non potremo più ordinare una bistecca, bisogna capire che se fino ad oggi è stato possibile farlo è perché gli equilibri mondiali lo hanno permesso: in passato la carne era un cibo "da ricchi", e i ricchi erano pochi. Con il progresso industriale allevare bestiami è divenuto più economico, a scapito del benessere degli animali, e il prezzo della carne è calato. A richiederla sono subentrati milioni di persone che prima non l'avevano mai richiesta: la Cina è passata dal consumare una media di 13 kg di carne a persona nel 1982, ad una cifra di 63 kg. Anche l'India è un paese che negli ultimi ha incrementato enormemente la quantità di carne. Di questo passo sarà presto impossibile soddisfare la domanda globale, e prima di questo momento il benessere degli animali andrà in picchiata verso un minimo. Allora il prezzo tornerà di nuovo ad essere proibitivo e allora sì che dovremo fare ricorso alla carne cresciuta nelle capsule di Petri. 

 

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Come è possibile crescere carne in laboratorio?

immagine: Screenshot YouTube

Conoscere il metodo può non essere così allettante, ma dopotutto non lo è neanche quello attualmente messo in pratica nei mattatoi. In pratica vengono prelevate cellule staminali dal tessuto muscolare e sottoposte a trattamenti nutritivi per stimolarne la crescita e la moltiplicazione. In poche settimane le cellule staminali formano delle sottili strisce di muscolo che una volta sovrapposte e mescolate ad una componente grassa (il muscolo cresciuto è infatti privo di ogni grasso) appaiono al pari di una bistecca, o qualsiasi altro taglio. 

Essere vegetariani o mangiare carne di laboratorio: sono le uniche scelte che si prospettano per il futuro?

Affatto, ce n'è una che in molti paesi viene attuata da millenni e che potrebbe evitare tutto questo: mangiare insetti. Essi costituiscono un'ottima fonte proteica, si riproducono in fretta e richiederebbero di gran lunga meno risorse naturali. Già 2 milioni di persone li mangiano, quindi non è un fatto così strano. 

Dunque il futuro per coloro che della carne non possono farne a meno non si prospetta così roseo: scegliere di mangiare carne o meno non sarà più questione di moda o di convinzioni personali, ma sarà una scelta da fare con il destino del pianeta sulla coscienza. 

Tags: AnimaliScienzaCibo
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