Belle e dannate: ecco la moda medievale delle scarpe più lunghe, che la Chiesa condannò - Curioctopus.guru
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Belle e dannate: ecco la moda medievale…
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Belle e dannate: ecco la moda medievale delle scarpe più lunghe, che la Chiesa condannò

27 Gennaio 2017 • di Claudia Melucci
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Spesso la moda si mostra essere molto distante dall'idea di praticità, e questo non capita solo sulle prestigiose passerelle di oggi. In passato anche gli indumenti in voga avevano forme e dimensioni che non ne rendevano l'uso così confortevole. 

Prendiamo in esame il Medioevo: in molte illustrazioni e dipinti dell'epoca avrete notato delle strane calzature ai piedi dei personaggi, dalla punta allungata in maniera spropositata. Non è un'esagerazione del pittore, ma una delle tante bizzarre mode del periodo.

Le scarpe di cuoio dalla punta molto lunga venivano chiamate Poulaine: in poco tempo si diffusero nelle corti di tutta Europa.

La lunghezza della calzatura poteva superare quella del piede dell'indossatore, anzi era così nella maggior parte dei casi: queste scarpe venivano portate proprio per mostrare quella punta così esagerata. 

Spesso impedivano di camminare, ma poco importava: averle ai piedi era uno status symbol. Per ovviare al problema della scomodità, nel corso degli anni furono individuate diverse soluzioni: c'era chi all'interno metteva del muschio o della lana per tenere eretta la punta, oppure chi legava una corda al ginocchio per non inciampare. 

La dimensione era relativa al ceto sociale: il popolo non poteva portare scarpe più lunghe di 15 cm, mentre la punta dei baroni arriva anche a 60 cm!

La moda sopravvisse per ben 3 secoli, fino a quando non fu definitivamente bandita.

Queste scarpe infatti non erano ben viste da molti, in particolare dalla chiesa: per il clero erano dei manufatti del diavolo, responsabili ad esempio della peste nera del 1347. Il motivo per cui queste scarpe erano condannate stava nel fatto che impedivano agli uomini di inginocchiarsi e pregare, e che la punta era un richiamo esplicito alla sfera sessuale. 

In un periodo questo tipo di calzatura veniva addirittura usata per sollevare di nascosto il soprabito delle donne. 

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La moda della Poulaine piacque così tanto che i nobili vollero anche dei modelli adatti al combattimento: la punta venne così rinforzata con del metallo.

Durante una battaglia tra l'impero Ottomano e quello Francese avvenne un episodio che è rimasto scritto nelle pagine dei libri di storia: l'aneddoto racconta che l'esercito francese dovette tagliare la punta delle scarpe per poter guadagnare velocità e fuggire sano e salvo dall'avanzata ottomana. 

Il successo delle scarpe a punta iniziò a tramontare a causa di due episodi...

Il primo tra questi è la morte del Duca Leopoldo d'Austria, che morì non riuscendo a fuggire dai suoi assassini, proprio a causa delle calzature indossate in quel momento. 

Fu però Carlo VIII di Francia a determinarne la fine: essendo affetto da polidattilia, aveva 6 dita per piede, negò a tutto il popolo la possibilità di indossare quelle calzature.

Diffuse pertanto l'uso di indossare scarpe dalla pianta più larga, che anche lui poteva poteva portare. 

La storia delle Paulaine si conclude con un fatto curioso: con un ritardo di quasi un secolo, le donne iniziarono ad indossare le scarpe a punta. Tuttavia la moda ebbe breve vita, in quanto chi le indossava veniva immediatamente accusata di stregoneria. E pensare che qualche anno prima gli uomini gareggiavano tra loro a chi ostentava la lunghezza maggiore! 

Tags: ModaStoria
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