Ricordate il cane Balto, che salvò centinaia di vite in Alaska? Ecco come è andata VERAMENTE. - Curioctopus.guru
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Ricordate il cane Balto, che salvò…
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Ricordate il cane Balto, che salvò centinaia di vite in Alaska? Ecco come è andata VERAMENTE.

26 Ottobre 2016 • di Giulia Bertoni
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Nel dicembre del 1925 nella cittadina di Nome (Alaska) un bambino di due anni mostrò i primi segni della difterite, un'infezione delle vie respiratorie che all'epoca mieteva numerose vittime. Purtroppo, nonostante la richiesta inviata l'anno prima dall'unico medico attivo nella zona, le scorte dell'antitossina necessaria a combattere questa malattia contagiosa non erano riuscite ad arrivare sul posto prima della consueta chiusura del porto per i glaciali mesi invernali. Di fronte alla possibilità di un'epidemia inarrestabile, e con l'inverno che impediva spostamenti via mare o per via aerea, rimaneva un unico modo per ottenere quella medicina...

Nei mesi invernali l'unico modo per spostarsi nelle fredde terre dell'Alaska era usare le slitte trainate da cani.

Impossibilitati a far arrivare in città l'antitossina necessaria tramite collegamenti aerei, si rese necessaria una spedizione con cani da slitta che viene oggi ricordata come la Great Race of Mercy del 1925 (Grande spedizione della misericordia), una corsa contro il tempo di centinaia di chilometri a diverse decine di gradi sotto zero portata avanti, fra gli altri, da un cane che sarebbe divenuto il siberian husky più famoso della storia: Balto.

Balto è passato alla ribalta come il cane eroe che compì la spedizione che permise di evitare un'epidemia di difterite.

Nonostante i grandi onori che furono riconosciuti a lui e al padrone, un musher norvegese di nome Gunnar Kaasen, Balto fu solo uno dei cani che portarono a termine una spedizione fatta di più tappe e di diversi gruppi di cani da slitta; nello specifico Balto e Kaasen furono coloro che coprirono l'ultimo tratto e che, quindi, consegnarono materialmente il carico alle autorità di Nome.

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Togo e il musher Leonhard Seppala.

immagine: Togo (1913-1929)

Chi conosce tutta la storia, però, sa che in realtà ci fu un'altra coppia cane-uomo che coprì una distanza ben più lunga di quella percorsa da Balto: il siberian husky di nome Togo e il suo proprietario Leonhard Seppala percorsero in totale 260 km nelle zone più impervie dell'Alaska per aiutare a consegnare il carico di antitossine.

I meriti di Seppala e l'incredibile forza di Togo.

immagine: Leonhard Seppala

Oltre all'incredibile percorso svolto da Seppala e Togo, quest'ultimo fu anche in grado di salvare il suo musher e gli altri cani della spedizione quando, a sera ormai calata, la visibilità era scarsa e Seppala aveva perso cognizione del percorso: fu Togo a condurre tutti alla stazione di posta in cui presero riparo per la notte, salvandosi così la vita (quando si alzava il vento le temperature raggiungevano anche i -65°).

Il disappunto per il mancato riconoscimento iniziale.

immagine: tinypic.com

Quando Seppala venne a sapere che erano stati Kaasen e Balto a prendersi quasi tutto il merito di una spedizione che riuscì a contenere il numero delle vittime contagiate dalla difterite il suo disappunto fu grande. Anche se in seguito le autorità riconobbero il loro lavoro, sappiamo che il nome che tutti ricordiamo è quello di Balto, che è lui che ritrae la statua commemorativa di Central Park a New York e che il film di animazione che trae spunto da questa storia porta lo stesso nome...

Tags: Curiosi
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