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Il mistero dell'Isola di Pasqua è risolto:…
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Il mistero dell'Isola di Pasqua è risolto: i ricercatori affermano di aver scoperto la funzione delle teste

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Rapa Nui, meglio conosciuta come Isola di Pasqua, è famosa per essere sede delle giganti teste di pietra. L'esistenza di una popolazione su quest'isola dell'Oceano Pacifico venne scoperta solo nel 1722, da parte di un esploratore olandese: da allora emersero numeri misteri, parte dei quali ancora arrovella la mente dei ricercatori.

Gli enigmi si concentrarono perlopiù sulle teste: ci si interrogò sulle modalità di trasporto e sulla loro funzione. Ebbene, una squadra di antropologi ha annunciato di aver fatto una grande scoperta nell'Isola di Pasqua, che dichiarerebbe risolti diversi misteri. 

immagine: pixabay.com

Si chiamano Moai le teste di pietre che popolano l'Isola di Pasqua: sono statue monolitiche alte fino a 10 metri, con un peso che in alcuni casi arriva anche a 80 tonnellate, che hanno sollevato molti interrogativi sulle modalità di trasporto. Le teste, infatti, si trovano disseminate per tutta l'isola, quasi tutti in prossimità delle coste. 

Secondo i ricercatori, le decorazioni frontali venivano effettuate quando il monolite era ancora "sdraiato a terra", mentre quelle sul retro solo nel momento in cui lo si alzava in piedi. Non si sa ancora perfettamente se i blocchi siano stati trasportati facendoli scivolare su dei tronchi o se è stato fatto uso di corde e forza umana.

Con il tempo si scoprì poi che le statue non erano solo teste, ma che avevano un corpo intero che l'accumulo di sedimento nel corso dei secoli aveva sepolto.

Dunque, si capì come le teste vennero fabbricate e cosa si nascondeva sotto il livello del suolo: rimaneva da capire cosa simboleggiavano e perché si trovano nei punti in cui oggi sono visibili. 

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Le risposte potrebbero venire dalla spedizione di un gruppo di antropologi, guidato da Carl Lipo.

Lipo notò prima di tutto che sull'isola sono totalmente assenti sorgenti di acqua potabile e che molto probabilmente non ve n'erano neanche in passato, quando la popolazione Rapa Nui abitò qui dal 1400 al 1650. Come fu possibile l'insediamento e la sopravvivenza di un popolo in un luogo che non rendeva disponibile acqua potabile?

"Il suolo dell'Isola di Pasqua è di natura vulcanica, quindi molto poroso: l'acqua della pioggia viene assorbita rapidamente, per questo qui non esistono fiumi, laghi o ruscelli", ha detto Carl Lipo. Tuttavia, l'antropologo ha scoperto che, quando le maree sono basse, l'acqua piovana si mescola a quella marina, risultando in un'acqua salmastra buona da bere. Secondo gli esperti, sarebbero bastate queste pozze salmastre in prossimità della costa a garantire la possibilità di insediamento sull'isola.

Il fatto più interessante è che le statue sembrano essere collocate proprio in corrispondenza di queste pozze: "Più guardavamo in giro, più questa correlazione si faceva consistente. Nei punti in cui non c'erano moai non c'era neanche acqua salmastra", ha affermato ancora Lipo.

Considerare le teste come marcatori di risorse naturali di vita aiuta a comprendere molto sul loro collocamento!

Si apre un nuovo scenario nello studio delle teste di Pasqua: purtroppo, data la mancanza di fonti storiche, le ipotesi avanzate sono destinate a rimanere tali. Tuttavia, lo studio pubblicato su Hydrogeology Journal pare essere particolarmente congruente con la realtà. 

Sources:

Tags: CuriosiStoriaScoperte
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