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Un "cacciatore" di api inizia a rimuovere…
Per la prima volta gli scienziati hanno connesso i cervelli di 3 persone, permettendo loro di scambiarsi informazioni 19 immagini che sarete costretti a guardare due volte

Un "cacciatore" di api inizia a rimuovere i mattoni, e le immagini diventano via via più sorprendenti

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Le api sono animali affascinanti sia per la loro complessa organizzazione sociale sia per il ruolo fondamentale che svolgono nella rigenerazione dell'ambiente. Le loro colonie si sono ben adattate alla vita cittadina e non di rado decidono di stabilirsi in territori urbanizzati piuttosto che in aperta campagna o nei boschi. Ma quando si avvicinano troppo ai luoghi frequentati dagli umani, è necessario "convincerle" a spostarsi altrove, per evitare spiacevoli incidenti.

Proprio di questo si occupa il protagonista di questa storia, un uomo che fa parte dell'associazione Bartlett Bee Whisperer, che opera nel sud-est degli Stati Uniti. Gli operatori sono specializzati nella rimozione e ricollocazione degli alveari di api da miele.

Una volta rimossa la preziosa massa di api, il servizio la fa stabilire in un altro luogo sicuro, di solito nell'arnia di un apicoltore che ha subito la perdita di una delle sue colonie. L'intervento che vi proponiamo ha però qualcosa di spettacolare: dietro a una fila di mattoni, le api hanno costruito una dimora incredibile. Scorrete le immagini... sono via via più affascinanti!

Il post da cui sono tratte le foto, che documenta tutta l'operazione, è stato visto, commentato e condiviso migliaia di volte. Le api entravano nel muro del loro malcapitato ospite attraverso un buco strettissimo, visibile al centro dell'immagine di seguito.

Di solito gli operatori di The Bartlett Bee Whisperer cercano di essere meno invasivi possibile con le abitazioni, e dove posso evitano di rimuovere mattoni o altro. In questo caso però, non c'era altra scelta. L'immagine di seguito mostra il foro di entrata (in alto a sinistra) e una gigantesca "presenza" proprio dietro ai mattoni.

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La prima operazione è stata quella di inserire nel foro dei fumi "calmanti", per evitare che le api fuggissero all'interno del muro e andassero ad incastrarsi in luoghi inarrivabili.

Successivamente, l'operatore ha iniziato a trapanare.

Il primo mattone è venuto via in un unico pezzo, mostrando uno scorcio sull'affascinante reggia delle api.

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Il lavoro è andato avanti, con varie file di mattoni rimosse.

Man mano che si proseguiva, ci si rendeva conto di avere davanti una spettacolare scultura della natura.

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Ed alla fine, l'alveare è stato svelato in tutto il suo splendore.

Al suo interno vi erano ben 13 celle reali, quelle cioè in cui vengono allevate le future regine che creeranno i loro alveari altrove.

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L'uomo ha iniziato a rimuovere porzioni della struttura, stando attento a preservare il più possibile l'incolumità delle operaie e delle giovani regine chiuse nelle loro dimore a forma di ghianda rovesciata.

Intorno alla fessura, l'alveare era leggermente danneggiato: un ingenuo disinfestatore aveva infatti provato precedentemente a spruzzare del veleno, ma la sua efficacia era stata bloccata dalla cera.

La rimozione dell'alveare deve essere fatta con il massimo della cura: in questo caso si trattava di due strutture principali, che nella parte alta si univano in un groviglio confuso di tunnel e celle.

Le api sono state particolarmente collaborative, nonostante la regina fosse stata rimossa fin da subito.

La scatola bianca posta alla base viene lasciata per attirare e catturare tutte le api che sono uscite alla ricerca di nettare e sono destinate a tornare all'alveare nelle ore successive: in questo modo anche loro potranno riunirsi alla loro colonia.

Voilà! Ecco il lavoro concluso. La parte più scura dei mattoni è stata colorata da migliaia di zampette laboriose sporche di miele, durante mesi e mesi di instancabile lavoro.

C'è ancora qualcuno che sostiene che le api non siano animali affascinanti?

Tags: AnimaliCuriosi
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