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Queste sono le 7 principali minacce…
Pesticidi nelle acque italiane: i dati dello studio rivelano una realtà inquietante Un team di scienziati mette a punto una bottiglia d'acqua che si decompone in sole tre settimane

Queste sono le 7 principali minacce delle api e come possiamo aiutarle

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La FAO, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, ha stimato che ammonta al 75% la percentuale di colture che dipendono completamente o in parte dall'impollinazione delle api: a partire da questo dato si comprende facilmente l'importanza del ruolo che queste creature rivestono nella catena alimentare umana, e non solo. Sono degli animali a cui il mondo non può davvero rinunciare. Ma quali sono le principali minacce che oggi rendono molto difficile la sopravvivenza delle api?

  1. L'acaro Varroa. Si tratta di un acaro parassita che si nutre dell'emolinfa delle api, un liquido analogo al sangue umano. Esso si riproduce all'interno di una colonia ed è capace di attaccare tutti gli esemplari che vivono al suo interno. L'acaro infestava già una specie di ape asiatica, ma il contagio dell'ape mellifera avvenne negli anni '60, quando questa fu importata nelle Filippine.

  2. I neonicotinodi. Si tratta di sostanze chimiche ampiamente utilizzate in agricoltura per il trattamento di alcune colture fruttifere e di piante ornamentali, e per la concia delle sementi. Sebbene in Europa siano stati vietati tre di questi prodotti ritenuti responsabili di essere nocivi per le api, altrove se ne fa ancora largo uso. La lista dei prodotti usati in agricoltura con simili effetti è però molto lunga e non si limita ai neonicotinoidi. 

  3. La vespa asiatica. Era il 2010 quando fu avvistata per la prima volta in Spagna. Costituisce una vera e propria minaccia in quanto le api rappresentano circa il 30% della sua dieta.

  4. Nosema ceranae. È un parassita unicellulare molto diffuso nei paesi a sud del Mediterraneo. Ha una velocità di contagio elevata e può interessare una colonia intera in pochissimo tempo.

  5. Il gruccione. Questo uccello è ghiotto di api e in un periodo storico in cui il numero delle api è in forte diminuzione, anche il suo contributo non si può sottovalutare.

  6. Le monocolture. Un elemento che da tempo ha influenzato le api è il passaggio alle monocolture, che eliminano la biodiversità e che sono solitamente trattate chimicamente. 

  7. Il cambiamento climatico. I fenomeni atmosferici sempre più imprevedibili e consistenti, i lunghi periodi di siccità e la risposta della Natura a tutto questo ha modificato non poco le abitudine della api. Le fioriture tardano o si anticipano e nuove specie conquistano nuovi terreni, a scapito di altre.

Cosa si può fare per salvare le api?

Chiaramente non si può pensare che il comportamento di un singolo possa apportare cambiamenti a livello globale: tali importanti decisioni spettano a chi si trova a capo di organizzazioni mondiali, ma non per questo l'impegno di ognuno di noi deve essere considerato inutile.

Al contrario, l'informazione, la presa di coscienza e la consapevolezza sono un'arma molto potente, alla portata di tutti: per aiutare le api, ad esempio, si può evitare l'utilizzo di pesticidi nocivi nel proprio giardino, acquistare prodotti provenienti da un'agricoltura biologica e rispettosa dell'ambiente, preferendo quella a chilometro zero. Infine, si può aiutare le api piantando i fiori e le piante da loro preferiti. Ecco quali sono:

  • Lavanda
  • Rosmarino
  • Erba medica
  • Trifoglio
  • Calendula
  • Cumino
  • Girasole
Tags: AnimaliNaturaAmbiente
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