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In Australia è tornato a diffondersi…
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In Australia è tornato a diffondersi un virus antico di millenni per cui non c'è cura o terapia

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È una battaglia che non si ferma mai quella della ricerca medica: mentre si trova la cura o una buona terapia per una malattia, ecco che ne spunta un'altra per cui non si conoscono soluzioni. In Australia i medici lanciano un allarme riguardo alla diffusione di un nuovo virus, simile a quello dell'HIV, ma per cui non si dispone di trattamenti efficaci. In realtà, il virus è già noto alla comunità scientifica, ma l'alto tasso di contagio degli ultimi tempi lo ha portato al centro dell'attenzione dei medici. 

Il virus, chiamato HTLV-1, ha contagiato più del 40% degli adulti della regioni centrali dell'Australia.

immagine: pixabay.com

Le infezioni si ritrovano perlopiù tra le comunità indigene che abitano le aree remote dell'Australia centrale, soprattutto quelle intorno alla città di Alice Springs. 

L'HTLV-1 è molto simile al virus dell'HIV: entrambi possono essere trasmessi sessualmente, con il contatto con sangue infetto e con l'allattamento, anche se l'HTLV-1 risulta trasmettersi molto meno facilmente. Inoltre, entrambi i virus sono associati a condizioni debilitanti come bronchiectasie, complicanze polmonari, mielopatia a carico del sistema nervoso e indebolimento del sistema immunitario. 

In realtà, il virus HTLV-1 è da tempo noto alla comunità scientifica, che ha individuato il DNA del virus anche in una mummia risalente a 1500 anni fa, trovata tra le Ande, in Sud America. 

Roberto Gallo, direttore dell'Istituto di virologia umana dell'Università del Maryland, scoprì per la prima volta il virus nel 1979 ed è lui, oggi, a denunciare quanto poco sia stato fatto per prevenirne la diffusione: "Nessuno nel mondo ha fatto qualcosa per cercare di trattare la malattia fino ad ora, a parte qualche ricercatore giapponese", ha detto Gallo.

Sebbene il virus sia al momento circoscritto nella zona centrale dell'Australia e, come afferma il professor Gallo stesso, non ci sia motivo di preoccupazione per il resto del mondo, è necessario che la comunità scientifica faccia quello che non ha fatto fino ad oggi, ovvero indagare su questo virus e cercare un vaccino che possa impedire una sua possibile epidemia. 

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